Giornalisti mai retribuiti lasciano la Provincia di Cosenza

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Giornalisti mai retribuiti lasciano la Provincia di Cosenza

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COSENZA - Repentino cambio di direzione e organico nel neonato quotidiano cosentino.

Gabriele Carchidi, noto cronista dello sport bruzio, è il nuovo direttore della Provincia di Cosenza. Restano i collaboratori esterni, corrispondenti mai retributi che, come gli altri otto giornalisti in redazione, non hanno percepito neanche un centesimo dall'inizio delle pubblicazioni. L'ex direttore Francesco Graziadio spiega nel dettaglio la vicenda: "E' successo che le vendite non ci hanno sostenuto, - afferma con lealtà Graziadio - ed è chiaro che quando dalle edicole non arriva una risposta l'editore si spaventa. Quindi ha subito cominciato a farci capire che le cose non andavano bene già dopo tre giorni dall'apertura. Sosteneva che siccome non incassava, non era in grado di onorare il cotratto che avevamo firmato tra noi e lui. Siccome io dovevo pagare comunque i giornalisti, non potevo continuare a tenere una redazione senza retribuzione, perciò abbiamo realizzato che non era più possibile continuare questo percorso insieme.

Il nostro giornale era sostenuto da due società, quella di cui facevo parte io, Alessandro Editori (in memoria di Bozzo, il cronista scomparso), si occupava dei contenuti, cioè di fare il giornale, mentre l'altra si occupava della diffusione della stampa. Erano loro in pratica che pagavano noi. Quando esce un giornale, però, di solito si fanno delle campagne pubblicitarie, spot televisivi, radiofonici, manifesti, mentre nei due mesi in cui noi siamo stati in edicola purtroppo queste cose non sono state fatte e questo ovviamente ha delle conseguenze sulla risposta dell'edicola. Molti di noi lavoravano su Cosenza, - continua Graziadio - quindi su Cosenza la risposta era buona, però a Castrovillari magari non sapevano nemmeno che eravamo in edicola quindi diventava difficile vendere un giornale. In questo senso la campagna pubblicitaria ci avrebbe aiutati, invece questo aiuto non c'è stato. Io non ho i numeri delle copie vendute, perchè sono in possesso dell'editore, ma lui mi ha detto che eravamo molto lontani dal break even. Io di giornali ne ho aperti parecchi, vent'anni fa ho aperto Il Giornale della Calabria, poi Calabria Ora, Il Corriere della Calabria e so per esperienza che di solito si dice che i giornali e le aziende sane vadano in break even dopo due anni, a noi non sono stati dati neanche due mesi di tempo ed è una cosa che un pò dispiace.

E' vero che siamo usciti in edicola per due mesi, ma io considero già un piccolo miracolo aver organizzato un giornale in due mesi. Abbiamo iniziato a lavorare ad Agosto e a Novembre avevamo fatto tutto quello che c'era da fare: disegnare il giornale, il sito web, tutte cose di cui abbiamo candidamente omaggiato la società. Non voglio buttare la croce addosso all'editore che è stato coraggiosissimo ad iniziare questa avventura, solo si poteva fare qualcosa in più, tutto qui. Il nostro giornale era un giornale a colori, a noi era stato proposto di andare a stampare da De Rose e anche di questo ci siamo rifiutati, non tanto per una questione di principio, come potrebbe pensare qualcuno, ma semplicemente per una questione di qualità della stampa. A me secca vendere allo stesso prezzo un prodotto che prima era più bello e ora è diventato più brutto, che prima era a colori e ora diventa in bianco e nero, che prima aveva trentadue pagine e ora ne ha ventiquattro. Insomma se qualcuno fa un determinato prodotto poi deve anche cercare di migliorarlo, non può pensare di vendere un prodotto uguale o peggiorato allo stesso prezzo di prima". Secondo alcune indiscrezioni la testata avrebbe in queste settimane venduto, in media circa 600 copie al giorno, a fronte delle 1.700 previste dal budget stilato dall'editore, ovvero la moglie del noto pubblicitario Ivan Greco, Simona Gallo, titolare della S.G Editoriale Srls con sede a Castrolibero.

http://www.quicosenza.it/le-notizie-del ... LYiLk10y00


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