Vergogna sgomberi a Cosenza

Consentia urbs magna Bruttiorum.
Discussioni sulla Città, sull' Area Urbana e sulla sua Provincia.
stefano1992
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Re: Vergogna sgomberi a Cosenza

Messaggio da stefano1992 »

abba ha scritto:Gli aspetti da considerare, secondo me, sono due
Il primo, riguarda il reale bisogno di chi ha proceduto all'occupazione. E credo che su questo aspetto non ci siano dubbi.
Il secondo è il criterio che ha guidato la scelta: non si è tolto niente a nessuno, ci si è presi un palazzo vuoto, abbandonato, anche abbastanza sporco a quanto ne so (proprio perchè di quel palazzo, finchè è rimasto vuoto, non fregava niente a nessuno, nemmeno alle proprietarie).
Lo sgombero è stato fortemente voluto proprio dalle proprietarie, che hanno fatto pressioni finchè non si è mosso qualcosa. Le stesse sorelle misericordiose, una volta entrate (sotto scorta) nell'edificio, non si sono nemmeno preoccupate di sapere che fine avrebbero fatto i bimbi dell'occupazione o quanto era grave la donna incinta trasportata in ospedale. Hanno chiesto solo di visionare i loro beni...
Pensa tu. :bad: Non credo ci sia nulla da aggiungere.

Domani ore 18 altra assemblea pubblica alle canossiane.


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Re: Vergogna sgomberi a Cosenza

Messaggio da marcello77 »

Non solo a Cosenza.

Napoli, suore fanno sgomberare 35 occupanti: “Trovino altro ordine religioso”.

Sono le sei del mattino di mercoledì 11 febbraio, gli uomini della Questura di Napoli irrompono nell’ex scuola media Belvedere e sgomberano 35 occupanti, in tutto nove famiglie, tra cui cinque minori e sette extracomunitari. Sembra una scena già vista, a Napoli e nelle altre città italiane: da una parte i comitati, dall’altra le forze dell’ordine. Rabbia, tensione e insulti. La novità è che lo stabile sgomberato è di proprietà dell’Ordine delle suore del Buon Pastore frutto di una donazione vincolata a uso sociale. “A me dispiace, ma io non mi metto in mezzo. Roma sa già quello che deve fare”, dice una suora che continua: “Se vogliono, queste famiglie si rivolgano ad un altro ordine religioso”. Intanto l’edificio potrebbe anche essere venduto e a niente sono servite le mediazioni della curia partenopea e di Don Tonino Palmese. “Ci troviamo di fronte ad un paradosso – dice il sacerdote – a me il fatto non piace, ma forse non mi piacerebbe neppure che qualcuno venisse a occuparmi la casa”. Intanto le 35 persone sono state trasferite, grazie all’intervento dell’amministrazione partenopea, in un albergo ad Agnano.

di Veronica Bencivenga e Fabio Capasso - http://tv.ilfattoquotidiano.it - 14/02/2015.

https://www.youtube.com/watch?v=CjhzW43NmQI
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Re: Vergogna sgomberi a Cosenza

Messaggio da marcello77 »

Comune requisisce sede Canossiane. Gli occupanti evitano lo sfratto.

Il sindaco ha firmato un'ordinanza contingibile ed urgente per evitare problemi di ordine pubblico. Coinvolte 90 persone senza un'abitazione.

Di fronte all’ipotesi di un provvedimento di sgombero improvviso per le circa 90 persone sprovviste di abitazione propria e che occupano l’immobile in disuso denominato Istituto Canossiane, situato su via Tommaso Arnoni, il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente, con la quale dispone la requisizione in uso dell’immobile in favore degli attuali occupanti per la durata di 90 giorni.

«La decisione - evidenzia una nota del Comune - nasce dalla necessità di tutelare le esigenze di persone che vivono condizioni di disagio, fra le quali sono presenti donne, anziani, minori, nonché due portatori di gravi disabilità. L’eventuale sgombero, paventato da più parti, produrrebbe inoltre una grave situazione di allarme sociale, considerato che coinvolgerebbe un centinaio di cittadini per i quali sorgerebbe l’impossibilità di trovare loro una soluzione alternativa a causa dell’attuale emergenza abitativa».

Nell'ordinanza si legge: «Com’è noto, compito del sindaco è quello di evitare situazioni urbane di degrado o di isolamento che favoriscano l’insorgere di fenomeni criminosi. Nel frattempo, il Comune di Cosenza proseguirà l’interlocuzione con la proprietà dell’immobile al fine di acquistarlo per destinarlo a finalità di contrasto a situazioni di disagio abitativo, appunto, che vengono acuite dal momento di crisi generale.

Sarà tuttavia garantito un indennizzo alla proprietà, proporzionato alla durata della requisizione, da scomputare dal prezzo d’acquisto, che, sentito il Settore Patrimonio, si quantifica provvisoriamente in 3.500 euro mensili, salvo conguaglio.

«Il prossimo passo – dichiara Mario Occhiuto - sarà quello di procedere alla creazione di due case parcheggio (Portapiana e ex Canossiane) destinate a chi attraversa una situazione di estrema difficoltà per consentirgli di trovare una soluzione con il tempo. E, ancora abbiamo in mente di destinare vecchi immobili in disuso ad edilizia sociale con un progetto di auto recupero per chi è già in graduatoria, comprese le persone che vivono in condizioni precarie in via Reggio Calabria».

Il Quotidiano della Calabria - 20/03/2015.
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Re: Vergogna sgomberi a Cosenza

Messaggio da stefano1992 »

Bella vittoria. Avanti così PrendoCasa!
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Re: Vergogna sgomberi a Cosenza

Messaggio da abba »

stefano1992 ha scritto:Bella vittoria. Avanti così PrendoCasa!

Sperando che si diano una mossa per le soluzioni definitive e che non siano solo proclami
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Re: Vergogna sgomberi a Cosenza

Messaggio da marcello77 »

Le suore Canossiane si scagliano contro i senzatetto che occupano l’Istituto: ‘Non sono poveri’.

Le sorelle rivogliono lo stabile che avevano abbandonato ed affermano che l’occupazione sia frutto di un complotto per impedirne la vendita.

Il prezzo di mercato dell’ex istituto delle Canossiane di viale della Repubblica supera i due milioni di euro. La famiglia Morrone intendeva acquistarlo per farne una clinica, ma già prima dell’occupazione rinunciò all’offerta delle suore. Ad abitarlo da circa un anno e mezzo sono circa cento persone tra cui quindici minori ed un bimbo disabile. Si tratta di disoccupati, migranti, pensionati, single, padri e madri di famiglia senza reddito e senza un tetto sotto il quale vivere. Le sorelle però non ci credono. Per le religiose si tratterebbe solo di persone manipolate dall’alto. “Se fossero davvero poveri – afferma una suora della sede delle Canossiane di Rogliano, l’unica del cosentino – gli avremmo regalato l’intero istituto. Ma così non è. Dietro gli occupanti ci sono persone, italiane, che spingono affinché l’istituto non ci venga restituito così da impedirne la vendita. Abbiamo sollecitato le forze dell’ordine, ma siamo state abbandonate. Finché servivamo a fare da scuola e parcheggio per le auto servendo il popolo di Cosenza eravamo brave, ora ci ignorano. La colpa di questa situazione è tutta del Comune di Cosenza”.

In effetti sindaco di Cosenza Mario Occhiuto per scongiurare lo sgombero degli occupanti ha requisito lo stabile. L’ordinanza scadrà il prossimo 23 Giugno e sulle sorti dei bimbi e dei precari che abitano l’ex istituto delle Canossiane ancora non è dato sapere. Alle suore, in questi 90 giorni di requisizione, intanto è stato garantito un indennizzo pari a 3mila e 500 euro mensili. Una cifra che il primo cittadino con il suo provvedimento ha indicato come da scorporare dal prezzo dell’immobile che il Comune è ora intenzionato ad acquistare per far fronte all’emergenza abitativa. Dal Settore Patrimonio e dal Dipartimento Tecnico del municipio bruzio ad oggi pare non sia pervenuta alcuna novità sulla trattativa con l’ordine delle Canossiane che pare sia ancora in fase di stallo. Nel frattempo il Settore Welfare ha già provveduto a censire gli occupanti e le loro reali condizioni economiche per fugare i dubbi delle sorelle su presunti ‘benestanti’ che occupano per scongiurare la vendita dell’edificio.

Da parte sua il comitato Prendocasa che da anni lavora sull’emergenza abitativa a Cosenza risponde alle accuse mosse dalle Canossiane affermando che ”non esiste alcuna manipolazione”. ”L’intento – spiega uno degli attivisti – non era quello di bloccare la vendita dello stabile, ma di rispondere alle esigenze di cento senzatetto. All’interno dell’ex istituto delle Canossiane vivono persone che non hanno alcuna possibilità di poter fittare un appartamento a prezzo di mercato. Alcuni di loro sono iscritti nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi popolari da anni. Altri invece, paradossalmente, si trovano in una condizione di indigenza tale da non essere neanche contemplati dalle leggi regionali per la richiesta di una casa popolare che risalgono al 1996. Ad esempio i migranti che non hanno un contratto di lavoro continuativo quinquennale, una chimera ormai anche per gli italiani più ‘fortunati’. Una suora è stata qui a farci visita e sa di cosa parliamo, mentre con un’altra abbiamo avuto dei colloqui istituzionali”. Nonostante ciò l’opinione delle Figlie delle Carità Canossiane non cambia: gli occupanti devono andare via. L’istituto deve essere venduto e servirà alle suore per rinvigorire le casse dell’ordine.

Maria Teresa Improta - http://www.quicosenza.it - 15/06/2015.
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Re: Vergogna sgomberi a Cosenza

Messaggio da abba »

sono semplicemente esseri senza vergogna
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Re: Vergogna sgomberi a Cosenza

Messaggio da marcello77 »

Istituto Canossiane scade la requisizione, Occhiuto rassicura gli occupanti: ‘Nessuno sgombero’.

Le suore vorrebbero vendere lo stabile al Comune di Cosenza al prezzo di tre milioni di euro.

COSENZA – Trattativa in corso per l’acquisto dell’Istituto delle suore Canossiane di via Tommaso Arnoni nei pressi di viale della Repubblica. Occupato da circa un anno e mezzo lo stabile abbandonato da anni è ora abitato da cento senzatetto tra cui quindici minori e due disabili. Il 20 Marzo scorso il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, per scongiurare lo sgombero sollecitato dalle sorelle dell’ordine delle Figlie della Carità Canossiane, ha requisito la struttura per 90 giorni con un’ordinanza contingibile e urgente. La scadenza del provvedimento avverrà domani. Data l’impossibilità del municipio bruzio a garantire soluzioni abitative alternative per gli occupanti, è stato deciso di acquistare l’immobile per il quale in questi tre mesi il Comune ha già pagato 10.500 euro d’affitto che verranno poi detratti dal prezzo d’acquisto finale. E proprio sul costo dell’intera struttura, per la quale le suore chiedono la corresponsione di tre milioni di euro, la trattativa pare si sia rallentata. Il Settore Patrimonio e il Dipartimento Tecnico intanto continuano a lavorare per portare a termine l’acquisto della struttura. ”Abbiamo trattato con le suore Canossiane – spiega Occhiuto – per la definizione delle procedure. E’ in corso la valutazione da parte dell’ufficio Tecnico Erariale. Loro chiedono circa tre milioni di euro, ma l’acquisto avverrà sicuramente ad una cifra inferiore. Al momento posso dire che non c’è alcun rischio di sgombero. La trattativa mi auguro che si concluderà positivamente al più presto”.

Maria Teresa Improta - http://www.quicosenza.it - 22/06/2015.
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Re: Vergogna sgomberi a Cosenza

Messaggio da marcello77 »

Case popolari e sfratti, graduatorie ferme da dieci anni l’Aterp: ‘Blocco a causa di cambi ai vertici’.

Nell’area urbana tra Cosenza e Rende tremila persone senzatetto a fronte dodicimila appartamenti vuoti.

Vertice in Prefettura sull’emergenza abitativa a Cosenza. In apertura dei lavori, i dirigenti del sindacato degli inquilini Sunia Cgil hanno chiesto chiarezza sul lavoro di verifica sui 4.500 alloggi popolari di Cosenza iniziato qualche tempo fa da Aterp e Comune. Un lavoro diretto a stabilire quali inquilini abbiano perso i requisiti per il diritto all’assegnazione previsti dalla legge. L’obiettivo sarebbe quello di riassegnare gli alloggi popolari che si libereranno alla fine di questa verifica a chi è in graduatoria da più di dieci anni. I rappresentanti di Aterp e Comune di Cosenza hanno risposto che l’opera di controllo si è bloccata a causa dei cambi al vertice dell’Azienda e alla guida dell’assessorato competente di Palazzo dei Bruzi. Il prefetto Tomao ha invitato a riprendere rapidamente il lavoro di verifica, invitando Regione, Comune e Aterp a siglare un protocollo di intesa per stabilire i compiti di ciascun ente e per definire un’azione coordinata ed efficace. I dirigenti del Sunia Cgil, a chiusura della riunione, hanno ribadito l’importanza dell’opera di controllo e hanno illustrato al prefetto gli emendamenti alla legge di stabilità presentati per unire il fondo per il sostegno alle locazioni con il fondo per il sostegno alla morosità incolpevole al fine di scongiurare nuovi sfratti.

I dirigenti del Sunia Cgil, di conseguenza, hanno invitato il prefetto a rappresentare tale esigenza al governo nazionale. All’incontro hanno partecipato Antonio Spataro, segretario del Sunia Cgil Calabria, Teresa Aiello, segretario del Sunia Cgil della provincia di Cosenza, il prefetto Gianfranco Tomao, Marisa Giannone, del dipartimento infrastrutture della Regione Calabria, Carmine Manna, assessore all’Emergenza casa del Comune di Cosenza, Lino Di Nardo, consigliere provinciale con delega alla vice-presidenza, il referente dell’Aterp di Cosenza Domenico D’Ambrosio e l’avvocato Emanuela Bilotti, responsabile dell’ufficio legale dell’Aterp. Al tavolo di confronto non sono stati invitati gli attivisti di Prendocasa che negli ultimi anni hanno provveduto a risolvere diversi casi di emergenza abitativa attraverso le occupazioni (ultime in ordine cronologico Canossiane viale della Repubblica e Scuola Don Milani Porta Piana) che hanno permesso di dare ospitalità a circa 150 senzatetto.

http://www.quicosenza.it - 20/11/2015.
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Re: Vergogna sgomberi a Cosenza

Messaggio da marcello77 »

Prendocasa: “Basta con gli sfratti della lobby del mattone, dei favori e delle clientele”.

Cosenza è ormai tra le città italiane con l’incidenza maggiore sulla popolazione residente per numero di sfratti, il rapporto di 1 famiglia sfrattata ogni 214 residenti è un dato che la pone nei primi 10 posti di una triste classifica.

Basta pensare che le richieste di esecuzione a livello nazionale sono 150.076 (+14,55% rispetto allo scorso anno) mentre gli sfratti eseguiti sono 36.083 (+13,45). I dati regionali confermano il primato bruzio: su 1.483 richieste di sfratto totali 1.387 sono relative prevalentemente alla città di Cosenza e solo in minima parte a centri minori della provincia.

Questi dati sono la cartina di tornasole di una situazione di crisi che ormai è deflagrata e che non accenna minimamente a rientrare e, allo stesso tempo, smascherano definitivamente l’assoluta mancanza di politiche abitative e la speculazione bipartisan che è stata fatta sul bisogno casa.

Ormai è da anni che denunciamo pubblicamente, e contrastiamo con i fatti, le lobby del mattone che hanno fatto sì che Cosenza e l’area urbana entrassero in un altro triste primato, quello delle aree più cementificate d’Italia.

Eppure, nonostante l’enorme disponibilità di alloggi vuoti, le incalcolabili cifre stanziate per contrastare l’emergenza abitativa e i piani casa (per i palazzinari) il bisogno sociale cresce e sempre più gente rimane senza un tetto.

Nei mesi scorsi, all’apertura del tavolo in prefettura per l’emergenza abitativa (ottenuto a suon di occupazioni reali e simboliche), gli attori principali di questa, ormai, tragicommedia, avevano assunto degli impegni precisi che puntualmente sono stati disattesi.

Da parte nostra avevamo fornito una serie di soluzioni possibili volte a contrastare il disagio abitativo ma, ad eccezione delle azioni messe in campo sulle legittime occupazioni abitative di questa città, si continuano a perseguire strade (sostegno economico all’affitto) che nel tempo si sono rivelate fallimentari sotto qualsiasi profilo in quanto da un lato non garantiscono il diritto alla casa. Lasciando i destinatari in uno stato di permanente precarietà mentre, d’altra parte, risucchiano vorticosamente le poche risorse che vengono stanziate per il bisogno casa andando ad ingrassare gli immobiliaristi di questa città.

Le occupazioni di Prendocasa hanno tracciato la strada della riappropriazione dal basso contro le speculazioni dei potenti, del recupero e riuso contro l’abbandono e il consumo di suolo, dello scontro prima e del dialogo poi con le istituzioni contro il timore (quasi reverenziale) con il quale ci si approcciava alla questione emergenza abitativa in questa città. Atteggiamento quest’ultimo che ha concimato negli anni il terreno del clientelismo rendendolo più forte e radicato della “mal’erba”, quella che non muore mai.

Nella memoria storica di questa città quando si dice case popolari o Aterp si dice favori, clientele, fratelli e famiglia Gentile, palazzinari. Gestione personalistica e clientelare di un bisogno che ha costruito la fortuna politica e materiale di alcuni a danno e beffa degli ultimi e del territorio, irrimediabilmente deturpato da mostruose colate di cemento (inutile) nella parte nuova e lasciato all’abbandono e all’incuria nel suo centro storico destinato a scomparire nelle viscere del Crati e del Busento (come il mitico tesoro di Alarico) mentre invece potrebbe essere la soluzione del bisogno casa con un piano di recupero finalizzato a questo.

Rilanciamo le nostre proposte per la soluzione del diritto all’abitare in maniera strutturale e non strumentale. Requisizione, recupero e riuso del patrimonio pubblico e privato dismesso e in stato d’abbandono, stop al consumo di suolo, modifica della legge regionale inattuale ed inadeguata ai bisogni dell’attuale composizione sociale, ripresa dei lavori del tavolo sull’emergenza abitativa avviato nei mesi scorsi.

Prendocasa Cosenza.

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