Futuro da disoccupata per una ricercatrice calabrese

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marcello77
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Futuro da disoccupata per una ricercatrice calabrese

Messaggio da marcello77 »

Futuro da disoccupata per il medico calabrese che sperimenta nuove cure per la fibrosi cistica.

I tagli alla sanità in Calabria non considerano le eccellenze, neanche quando riguardano la salute dei bambini e gravi patologie.

Elisa Madarena, medico pediatra precario del centro fibrosi cistica di Lamezia Terme, è uno degli otto medici, scelti in tutta Italia tra i migliori giovani professionisti, come membri della commissione ‘Next Generation Steering Committee’ per l’Italia. Il progetto prevede la sperimentazione di un nuovo farmaco per curare la fibrosi cistica che pare stia dando ottimi risultati. Ma ciò non importa, il centro che ospita sia adulti sia minori, secondo quanto previsto dal piano Scura dovrà essere accorpato al reparto di Pediatria. Attualmente è l’unica struttura presente in Calabria per la cura della fibrosi cistica che conta ben 127 pazienti la metà dei quali ha un’età inferiore ai 18 anni è gestita da soli due medici (Madarena e una pneumologa), il primario Giuseppe Tuccio e un fisioterapista. Tutti precari, tranne il primario.

Guadagnano dai mille ai mille e quattrocento euro rispetto ai 2.600 euro di stipendio base che percepiscono i medici contrattualizzati. La situazione di Elisa Madarena è paradossale, in realtà non dovrebbe lavorare in quel reparto, viene solo ‘prestata’ mentre in contemporanea gestisce le degenze nel reparto di Neonatologia. Eppure il suo ruolo è nevralgico. Il suo lavoro va oltre ai i compiti di routine, per Vertex USA è stata nominata al fine di elaborare idee e materiali sulle nuove terapie che agiscono sulla proteina responsabile delle conseguenze cliniche e dei sintomi della malattia. “Si tratta di un farmaco rivoluzionario – spiega Madarena – che abbiamo iniziato ad usare da circa tre mesi. I pazienti abbiamo visto che iniziano a prendere peso e respirare meglio e ciò ci entusiasma. Qui non abbiamo degli stipendi, ma solo borse di studio. Io ora l’ho sospesa per sostituire una maternità in Neonatologia e l’altra pediatra invece è andata via perchè ha vinto un concorso in un’altra struttura.

A Maggio scadrà la sostituzione e se nulla cambierò sarò disoccupata. E’ un peccato che il centro venga chiuso per mancanza di personale – dice amareggiata la pediatra specializzata in fibrosi cistica – perchè stavamo facendo una cosa bella sulla quale abbiamo investito molto. Un esempio sono i due anni di reperibilità offerti gratuitamente, senza ricevere neanche un centesimo. Sono innamorata del mio lavoro, non mi è pesato. Ogni giorno in reparto per me significa vivere un’emozione diversa ciò che mi duole è che la vicenda si ripercuoterà solo sui pazienti. Dire ai genitori di un neonato di appena un mese e mezzo che il figlio ha una grave patologia cronica non è facile, come non lo è seguire bambini che hanno un carico terapeutico enorme. Quello che dispiace è che questa vicenda andrà solo a discapito dei pazienti e delle loro famiglie che dovranno partire per ricevere le cure necessarie”. Un’ennesima nota stonata nella sanità calabrese massacrata da anni di malagestione e clientelismo che prima Scopelliti ed ora il commissario Massimo Scura tentano di riparare con cechi e violenti tagli.

Maria Teresa Improta - http://www.quicosenza.it - 26/10/2015.

L'Italia, il paese dove si taglia sull'istruzione e sulla sanità e non si combatte (volutamente) la corruzione e l'evasione fiscale.


ODIO ETERNO AL CALCIO MODERNO!!!
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