Esempi di neofascismo quotidiano

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MaxCS
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Re: Esempi di neofascismo quotidiano

Messaggio da MaxCS »

Ho letto che invece a Catania la messa ci sarà... mi viene il vomito.
Come può la chiesa ammettere questo? Non riesco a trovare una risposta.


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marcello77
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Re: Esempi di neofascismo quotidiano

Messaggio da marcello77 »

MaxCS ha scritto:Ho letto che invece a Catania la messa ci sarà... mi viene il vomito.
Come può la chiesa ammettere questo? Non riesco a trovare una risposta.
marcello77 ha scritto:Da sempre la chiesa complice del fascismo e della mafia.
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Re: Esempi di neofascismo quotidiano

Messaggio da MaxCS »

marcello77 ha scritto:
MaxCS ha scritto:Ho letto che invece a Catania la messa ci sarà... mi viene il vomito.
Come può la chiesa ammettere questo? Non riesco a trovare una risposta.
marcello77 ha scritto:Da sempre la chiesa complice del fascismo e della mafia.
E vabbè, una cosa è stringere accordi con un regime fascista, un'altra è celebrare la messa per Benny a Carogna.
Li trovo due cose differenti.

Evidentemente la mafia, la Chiesa e il fascismo a Catania sono una cosa sola.
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cs86
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Re: Esempi di neofascismo quotidiano

Messaggio da cs86 »

chiru ka ara processione fa l'inchino a casa del mafioso...kiss'atru ka fa na missa a nu tirannu assassinu....ni stamu vidiannu i tutti i culuri a verità..
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marcello77
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Re: Esempi di neofascismo quotidiano

Messaggio da marcello77 »

A Reggio l'omaggio dei "camerati" al Duce.

La Curia nega l'autorizzazione alla messa in suffraggio di Mussolini, ma i nostalgici del Ventennio scendono lo stesso in piazza. Diversi i fedelissimi di Scopelliti, che riservano bordate al vescovo Morosini e al sindaco Falcomatà.

Dalle sentinelle in piedi all’avvocato Tuccio, dall’ex assessore Agliano ai giovani nostalgici con tanto di maglietta in onore del Duce, dai volti noti della destra dura e pura, come Enzo Vacalebre o il senatore ex missino Renato Meduri, al volto “giovane” dello scopellitismo reggino, capitanato da Daniele Romeo. Nonostante la Curia non abbia celebrato la messa in suffragio di Mussolini – a settant'anni di distanza dalla morte – prevista per questa mattina alla chiesa di San Giorgio al Corso, l’area larga della destra reggina si è ritrovata comunque di fronte al portone che per volere del vescovo è rimasto chiuso, per poi dirigersi tutti insieme alla stele dedicata a Ciccio Franco, omaggiata con uno striscione “La tua Reggio ti onora, Ciccio Franco presente”.
Niente saluti romani, niente slogan, dopo le polemiche degli ultimi giorni tutti – sotto lo sguardo vigile degli agenti della Digos – stanno molto attenti a che nessuno si faccia trasportare da entusiasmi nostalgici. Ma i commenti a mezza bocca sono al vetriolo. Quella messa negata è stato un atto politico su richiesta del sindaco Giuseppe Falcomatà, ripetono come un mantra vecchi e giovani nostalgici dei fasti della Rsi. «La nostra voleva essere una commemorazione che si ripete da decenni e non riusciamo a capire le motivazioni che abbiano spinto a negarla», spiega Enzo Vacalebre. «Quello di Mussolini è stato un omicidio dunque non credo che il problema possa essere stato questo». Niente apologia del fascismo, ribadisce, solo una commemorazione organizzata non dal movimento politico che presiede, “Alleanza calabrese”, ma da anonimi «camerati reggini». «Noi avevamo intenzione di dire una santa messa in suffragio», afferma Vacalebre, che ribatte a chi gli fa notare che anche una messa è il riconoscimento di una sorta di onore al dittatore. «Chi può affermare che Mussolini non meriti un ricordo?». Va giù duro l’ex consigliere provinciale Franco Perrelli, per il quale «la messa ad un morto è un gesto cristiano. L’arcivescovo l’ha negata per ordine pubblico, ma da sessant’anni la messa a Mussolini è stata celebrata. Quindi il vescovo non si poteva permettere di negarla».
Una decisione «aberrante» aggiunge, che si spiega «non certamente per ordine pubblico, per come la penso io, ma verosimilmente perché il signor sindaco elargisce alla Caritas 700mila euro ogni anno. Verosimilmente se la sono stretta a tavolino». Cattolico, praticante, osservante – così si definisce – Perrelli afferma che «i miei amici sacerdoti devono dire grazie a sua eccellenza Benito Mussolini per i Patti Lateranensi», scagliandosi contro la «anacronistica» celebrazione del settantesimo della Liberazione. Un aggettivo che non riserva alla messa in programma per oggi, con successiva visita alla stele di Ciccio Franco perché «questa è una messa in suffragio a Mussolini, non una celebrazione». In realtà, molti dei giovani virgulti della destra, non la pensano proprio così. «Vogliamo rendere onore a un grande statista» dice un giovane con tanto di maglia inneggiante al Duce, seguito a ruota da quello con camicia nera d’ordinanza e fibbia d’argento con l’Aquila littoria che sicuro afferma «l’unico grande errore di Mussolini è stato l’alleanza con i nazisti. Ma nessuno è perfetto. Lui ha fatto centinaia di opere, per un solo errore lo vogliono buttare a terra». La sanguinosa repressione politica e sindacale? «Tutte bugie, il Duce ha creato il sindacato». Per l’ex assessore Luigi Tuccio invece Mussolini sarebbe stato solo uno dei tanti defunti ricordati nel corso di una messa organizzata in suffragio «di tutti i caduti della repubblica sociale italiana, fra cui voglio ricordare Anselmo Vacalebre, che è il padre di Enzo Vacalebre e insieme a lui tutti quelli che si riconoscevano in quei valori». Poco importa per l’avvocato che quelle idee siano state dichiarate incostituzionali nell’atto di fondazione della Repubblica di cui è stato rappresentante eletto, perché «in Italia si garantiscono anche la libertà di pensiero e di opinione». Anche per Tuccio, la sospensione della celebrazione programmata è inaccettabile: «Nel momento in cui la Curia si preoccupa di negare una messa, cioè un atteggiamento proprio degli esseri viventi cioè di operare in suffragio delle anime, anziché valutare quella che è la deriva culturale che c’è in città, cioè di massime espressioni delle commissioni che salutano a pugno chiuso o assumono iniziative consiliari che minano la famiglia, io inizio a preoccuparmi».

Più diretto è l’ex assessore Giuseppe Agliano, che definisce l’annullamento della messa prevista «ancor più grave se pensiamo che è stato ordinato dal sindaco. Falcomatà esce e dice “mi auguro che la Curia intervenga” e la Curia interviene. È un fatto grave e increscioso che si è verificato in una città che adesso è comunista». Per l’ex assessore, sarebbe stato «un momento di umana pietà che è quello che non ha avuto il vescovo».

Alessia Candito - http://www.corrieredellacalabria.it - 28/04/2015.
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Re: Esempi di neofascismo quotidiano

Messaggio da marcello77 »

Verbicaro dice no al fascismo.

I militanti di “Calabria antifascista e antirazzista” e i cittadini di Verbicaro, insieme con il loro sindaco Francesco Silvestri, si oppongono energicamente alla visita di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, prevista il prossimo 18 dicembre per un comizio in piazza.

Le motivazioni dell’opposizione vengono dettagliatamente spiegate in un comunicato:

“Roberto Fiore non è gradito a Verbicaro e nelle piazze dell’antifascismo, Verbicaro dice no al nazista Roberto Fiore che provocatoriamente chiede la piazza di Verbicaro per un comizio venerdì 18 dicembre alle ore 16. Il fascismo non è mai entrato nella storia dei verbicaresi e di Verbicaro.

Il popolo di Verbicaro è popolo di emigranti e di ribellione e non accetta che la propria memoria venga insultata da provocatori quale è Roberto Fiore. Il suo è un passato di terrorista protetto a più livelli da servizi segreti italiani e inglesi.

Fin da giovane milita in gruppi di matrice nera. Nel 1977 diventa leader del gruppo di estrema destra Lotta Studentesca e in seguito di Terza Posizione (associazione poi dissolta perché accusata di essere di impronta neofascista). Nella sentenza N. 2001/0034 a carico del terrorista Luigi Ciavardini si trova scritto “Terza Posizione intendeva costituire formazioni eversive gerarchicamente organizzate in grado di compiere, nell’ambito di un progetto politico unitario e sotto un’unica direzione, attentati terroristici su obiettivi mirati in tutto il territorio nazionale.”

Negli anni l’uomo viene sospettato di aver progettato e/o eseguito numerosi attentati soprattutto contro obiettivi definiti “comunisti”. Il 2 agosto 1980 alle ore 10.25 nella sala d’aspetto di II° classe della stazione ferroviaria di Bologna esplode una bomba, 85 morti e oltre 200 feriti. Il più doloroso atto terroristico dal dopoguerra. Il 22 agosto 1980 la DIGOS di Roma trasmette alla Procura della Repubblica di Bologna un rapporto di denuncia a carico di Fiore per “concorso ispirativo nel delitto di strage, banda armata, associazione sovversiva ed altro”.

Il 26 agosto 1980 la Procura della Repubblica di Bologna emette, con protocollo 77/80, un ordine di cattura per Roberto Fiore assieme ad alcuni altri membri del NAR, i Nuclei Armati Rivoluzionari, un gruppo terrorista di estrema destra che in quattro anni si è reso responsabile di ben 33 omicidi. Fiore fugge quindi a Londra dove conosce Nicholas John Griffin, un politico di estrema destra esponente del Fronte Nazionale inglese. Con lui fonda il partito Terza Posizione Internazionale. Il 20 maggio 1981 la Procura della Repubblica richiede l’emissione di comunicazione giudiziaria con l’accusa di strage e delitti connessi, nei confronti di Roberto Fiore.

La procura scrive “gli indizi risultano dalla complessa attività criminosa del Fiore, e dagli elementi emergenti dal proc. Quex circa la presenza del Fiore in Bologna nel marzo 1980, unitamente all’Adinolfi, per organizzare attentati.”

Il 29 luglio 1981 viene emesso un altro ordine di cattura a carico di Fiore per trasporto illegale di armi ed esplosivo, procedimento che viene accorpato a quello per strage. Il 12 settembre 1982 Fiore viene arrestato da Scotland Yard a Londra a seguito di un mandato di cattura internazionale per associazione sovversiva emesso dalla magistratura italiana. Viene chiesta l’estradizione che però viene rifiutata dalle autorità britannica poiché ritenuta una richiesta di natura politica e quindi inaccettabile. Fiore è libero e comincia la sua latitanza inglese.

La rivista Searchlight e il giornale Sunday Express sostengono che la sua latitanza venne protetta dai servizi segreti, così come risulterebbe anche da un’informativa del MI5, l’agenzia per la sicurezza e il controspionaggio del Regno Unito. Nel 1985 Roberto Fiore viene condannato dalla magistratura italiana per banda armata (in associazione con i NAR) e associazione sovversiva. A Londra nel 1986, grazie all’amicizia con Nicholas Griffin, Fiore fonda con il terrorista Massimo Morsello la “Meeting Point”, diventata poi Easy London, un’azienda che fornisce impiego e alloggio a giovani studenti e lavoratori intenzionati a vivere a Londra. L’azienda presto arriva a fruttare oltre 15 milioni di euro. Questa organizzazione nell’estate 2005 è stata indagata per aver maltrattato, violentato e incatenato dei ragazzi italiani in un suo campus.

Nel 2007 nasce CL English Language, un collegio per gli studenti stranieri. Fiore è anche proprietario di circa 1300 appartamenti, di una catena di ristoranti, di negozi alimentari di prodotti italiani, di una casa discografica e di alcune scuole di lingua. In una relazione pubblicata nel dicembre 1991 dalla Commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo sul razzismo e la xenofobia Roberto Fiore viene indicato quale agente dell’MI6, una branca dell’Intelligence Service britannico.

Nel 1997, sempre in compagnia del terrorista Morsello e grazie all’enorme fortuna accumulata, fonda il partito politico di ultra destra Forza Nuova. Nel 1999 i reati di cui è accusato Fiore vanno in prescrizione e l’uomo, il 21 aprile, rientra in Italia dopo 19 anni di dorata latitanza. Nel giugno 1999 una nota del Sisde, i servizi segreti italiani, segnala un accordo tra FN e alcuni fanatici di Militia Christi per iniziative, anche violente, contro l’aborto, la presenza di commercianti ebrei e gli status simbol americani quali McDonald’s o il Blockbuster.

Nella “Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi” presieduta dal senatore Giovanni Pellegrino si ipotizza il coinvolgimento di Fiore nell’attentato al quotidiano Il Manifesto avvenuta nel dicembre 2000. L’attentato fu infatti compiuto da Andrea Insabato, braccio destro di Fiore da lui stipendiato.

Dal 2002 Fiore si è buttato anche in un altro business, acquista piccole aziende e terreni in Italia, Inghilterra, Spagna e Polonia per trasformarli in comunità rurali dove si predica l’ideologia fascista e (testualmente) dove verrà insegnato ai giovani europei a smetterla di “parlare, muoversi, agire come dei negri”. Questo personaggio dovrebbe parlare a Verbicaro.

Questo personaggio NON È GRADITO A VERBICARO E NELLE PIAZZE DELL’ANTIFASCISMO. VENERDI’ 18 DICEMBRE ALLE ORE 16 A VERBICARO PRESIDIO E MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA.”

(CALABRIA ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA)

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Re: Esempi di neofascismo quotidiano

Messaggio da marcello77 »

Verbicaro: Fiore rinuncia, vittoria degli antifascisti.

Vittoria per i cittadini e gli antifascisti di Verbicaro. Dopo le proteste e l’annunciato presidio per opporsi all’imminente visita di Roberto Fiore, presso la cittadina per eccellenza antifascista, il leader di Forza Nuova ha dichiarato la sua ritirata.

La sua visita era prevista per domani, solo ora arriva la rinuncia camuffata sotto forma di impegni istituzionali. Ma è nota a tutti la codardia del leader di Forza Nuova, che sicuramente ha lanciato il sasso e ritirato la mano, temendo forse, come spesso gli capita, di essere preso a uova marce in faccia. Come si suol dire ci aveva provato. Ma Verbicaro si è opposta energicamente e ce l’ha fatta, il fascista non entrerà nella sua piazza.

“La segreteria nazionale di Forza Nuova annuncia che Roberto Fiore è impossibilitato a presenziare all’inaugurazione della sezione di Verbicaro causa l’urgenza della sua presenza a Bruxelles.”

Questo è ciò che si legge da un comunicato. I cittadini e il comitato Verbicaro “Calabria antifascista e antirazzista”, crediamo, saranno enormemente soddisfatti di aver chiuso le porte in faccia a Fiore.

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Re: Esempi di neofascismo quotidiano

Messaggio da Ferro da Milano »

Che ricordi che mi sovvengono... nel novembre del '94 occupammo la facoltà di scienze politiche a Firenze per impedire a quelli del FUAN di far tenere un dibattito a Francesco Storace. Nella notte i neofascistici tentarono più volte di assalirci, il giorno dopo la tensione arrivò a mille e "l'onorevole" s'incazzó così tanto, perché non se ne fece nulla, che fece un'interrogazione parlamentare e coinvolse l'allora ministro degli interni, Maroni. Così come a Verbicaro oggi, anche allora esultammo, perché non è democrazia lasciare che un fascista (quanto di più illiberale possa esistere) esprima i suoi pensieri reazionari, xenofobi e violenti! Fuori i fascisti dalla società civile, il nostro è un Paese che ha pagato già un prezzo troppo alto per un regime fascista e, non pago, anche per movimenti neofascistici e neonazisti. Basta!
Ma perché non possiamo essere semplicemente dei tifosi sereni? Ogni giorno ce n'è una nuova! Cosenza, infinita... sofferenza!
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Re: Esempi di neofascismo quotidiano

Messaggio da marcello77 »

Fiore querela QuiCosenza e annuncia: ‘Sarò a Cosenza città in mano a massoni e centri sociali’.

Dopo l’annunciata militarizzazione di Verbicaro rinviata l’inaugurazione della sede di Forza Nuova per un improvviso impegno dell’uomo che fu indagato per la strage di Bologna.


ROMA – La Segreteria Nazionale di Forza Nuova annuncia che Roberto Fiore è impossibilitato a presenziare all’inaugurazione della sezione di Verbicaro causa l’urgenza della sua presenza a Bruxelles per formalizzare l’avvenuta registrazione, in queste ore, del partito europeo APF di cui è presidente. “Sono costretto a rinviare l’ attesissima inaugurazione della sezione di Verbicaro al giorno 9 Gennaio – ha fatto sapere alla stampa – nella stessa giornata terrò anche una conferenza stampa a Cosenza, città per troppo tempo in mano alle consorterie massoniche e alla violenza dei centri sociali e che necessita di un risanamento morale, oltre che di una nuova classe politica”. “Queste imminenti vacanze saranno comunque una buona occasione per i cittadini di Verbicaro, apprezzeranno la pace natalizia senza avere le proprie auto danneggiate o le mura della città sporcate da scritte insulse. Sarà anche l’occasione adatta per il sindaco, potrà calmare le acque ed impedire che il suo mandato sia ricordato per la vacuità delle proprie affermazioni e l’ imprudenza dei suoi atti.

Sarà infine anche l’occasione per i centri sociali e RC di riflettere sulla propria ineffabile attualità politica e inquietante mancanza di idee e progetti”. “Se Forza Nuova è destinata a crescere – ha concluso Fiore – è sicuramente dovuto alla grave situazione in cui si trovano l’ Italia e la Calabria, ma anche al fallimento totale dell’attuale classe politica e all’ inconsistenza ideologica, umana e politica degli avversari”. Intanto il segretario nazionale di Forza Nuova Roberto Fiore ha dato mandato ai propri legali di procedere per il reato di diffamazione aggravata nei confronti del blog di informazione QuiCosenza per le gravissime diffamazioni contenute in un articolo comparso il 17 Dicembre a proposito dell’apertura della sede di FN a Verbicaro. L’ ufficio legale fa presente che negli anni moltissimi giornali e giornalisti sono stati condannati a pagare somme ingenti in riparazione del danno alla reputazione del segretario di Forza Nuova per le gravi calunnie e diffamazioni contenuti in articoli e servizi televisivi vari.

http://www.quicosenza.it - 18/12/2015.
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Re: Esempi di neofascismo quotidiano

Messaggio da marcello77 »

Roberto Fiore minaccia Iacchite’: “O fate come dico o la vedo male per voi”.

Abbiamo ricevuto un comunicato di minacce da parte del fascista Roberto Fiore.

Questa la nostra risposta.

Punto primo, non siamo un blog, ma una testata giornalista regolarmente registrata in tribunale, con tanto di direttore responsabile, vedi gerenza.

Due: Iacchite’ da sempre, viste anche le nostre storie personali, è abituata a lottare contro “giganti”. Siamo stati chiusi dalla procura, hackerati, minacciati, indagati, arrestati, denunciati, querelati, e chi più ne ha più ne metta, u sa cumu ti vidimu attia, Fiore, che in sostanza non sei nessuno.

Un uomo piccolo piccolo, come la caccola (o “er caccola”) di un bambino. Una pallina che una volta estratta dal naso la arrotoli e l’attacchi sotto la sedia, schiacciandola per meglio farla aderire. Dopidichè ci si scorda di lei.

Caro Fiore, Iacchite’ riceve mediamente 3 denunce al giorno. Non contiamo le telefonate e lettere anonime di minacce. Quella che tu annunci nei nostri confronti si aggiunge a quelle di uominicchi codardi cumu attia, che io, in genere, questi inutili fogli di carta, li uso come ripiani per farmi gli spinelli, e all’occorrenza anche come carta igienica. Le tue minacce, a noi, ci fanno un baffo.

Senza offesa ppi nessunu, siamo stati minacciati da personaggi di spessore criminale che, nonostante tutte le schifezze che hai fatto, a loro confronto resti un pivellino. Eppure il tuo “curriculum” dice che dovremmo avere paura di te.

Chi è Roberto Fiore?

Roberto Fiore è nato il 15 aprile 1959 a Roma. Fin da giovane milita in gruppi di matrice nera. Nel 1977 diventa leader del gruppo di estrema destra Lotta Studentesca e in seguito di Terza Posizione (associazione poi dissolta perché accusata di essere di impronta neofascista). Nella sentenza N. 2001/0034 a carico del terrorista Luigi Ciavardini si trova scritto “Terza Posizione intendeva costituire formazioni eversive gerarchicamente organizzate in grado di compiere, nell’ambito di un progetto politico unitario e sotto un’unica direzione, attentati terroristici su obiettivi mirati in tutto il territorio nazionale.”

Un testimone, Leonardo Giovagnini, riferì che Fiore nel 1980 gli disse che “il movimento era diventato molto forte e che in sostanza perseguiva finalità eversive nel senso che il movimento, attraverso azioni militari destabilizzanti, si riprometteva di creare i presupposti per una rivoluzione di popolo. Mi disse anche che il movimento era armato e che aveva mezzi sufficienti per riuscire nell’intento. Nella circostanza mi fece anche presente che tutti i militanti erano armati e pronti a compiere azioni terroristiche.”

Negli anni l’uomo viene sospettato di aver progettato e/o eseguito numerosi attentati soprattutto contro obiettivi definiti “comunisti”.

Il 2 agosto 1980 alle ore 10.25 nella sala d’aspetto di II° classe della stazione ferroviaria di Bologna esplode una bomba, 85 morti e oltre 200 feriti. Il più doloroso atto terroristico dal dopoguerra. Il 22 agosto 1980 la digos di Roma trasmette alla Procura della Repubblica di Bologna un rapporto di denuncia a carico di Fiore per “concorso ispirativo nel delitto di strage, banda armata, associazione sovversiva ed altro”. Il 26 agosto 1980 la Procura della Repubblica di Bologna emette, con protocollo 77/80, un ordine di cattura per Roberto Fiore assieme ad alcuni altri membri del NAR, i Nuclei Armati Rivoluzionari, un gruppo terrorista di estrema destra che in quattro anni si è reso responsabile di ben 33 omicidi..

Fiore fugge quindi a Londra dove conosce Nicholas John Griffin, un politico di estrema destra esponente del Fronte Nazionale inglese. Con lui fonda il partito Terza Posizione Internazionale.

Il 20 maggio 1981 la Procura della Repubblica richiede l’emissione di comunicazione giudiziaria con l’accusa di strage e delitti connessi, nei confronti di Roberto Fiore. La procura scrive “gli indizi risultano dalla complessa attività criminosa del FIORE, e dagli elementi emergenti dal proc. Quex circa la presenza del FIORE in Bologna nel marzo 1980, unitamente all’ADINOLFI, per organizzare attentati.”

Il 29 luglio 1981 viene emesso un altro ordine di cattura a carico di Fiore per trasporto illegale di armi ed esplosivo, procedimento che viene accorpato a quello per strage.

Il 12 settembre 1982 Fiore viene arrestato da Scotland Yard a Londra a seguito di un mandato di cattura internazionale per associazione sovversiva emesso dalla magistratura italiana. Viene chiesta l’estradizione che però viene rifiutata dalle autorità britannica poiché ritenuta una richiesta di natura politica e quindi inaccetabile.

Fiore è libero e comincia la sua latitanza inglese. La rivista Searchlight e il giornale Sunday Express sostengono che la sua latitanza venne protetta dai servizi segreti, così come risulterebbe anche da un informativa del MI5, l’agenzia per la sicurezza e il controspionaggio del Regno Unito. Nel 1985 Roberto Fiore viene condannato dalla magistratura italiana per banda armata (in associazione con i NAR) e associazione sovversiva.

A Londra nel 1986, grazie all’amicizia con Nicholas Griffin, Fiore fonda con il terrorista Massimo Morsello la “Meeting Point”, diventata poi Easy London, un azienda che fornisce impiego e alloggio a giovani studenti e lavoratori intenzionati a vivere a Londra. L’azienda presto arriva a fruttare oltre 15 milioni di euro. Questa organizzazione nell’estate 2005 è stata indagata per aver maltrattato, violentato e incatenato dei ragazzi italiani in un suo campus. Nel 2007 nasce CL English Language, un collegio per gli studenti stranieri.

Fiore è anche proprietario di circa 1300 appartamenti, di una catena di ristoranti, di negozi alimentari di prodotti italiani, di una casa discografica e di alcune scuole di lingua.

In una relazione pubblicata nel dicembre 1991 dalla Commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo sul razzismo e la xenofobia Roberto Fiore viene indicato quale agente dell’MI6, una branca dell’Intelligence Service britannico.

Nel 1997, sempre in compagnia del terrorista Morsello e grazie all’enorme fortuna accumulata, fonda il partito politico di ultra destra Forza Nuova.

Nel 1999 i reati di cui è accusato Fiore vanno in prescrizione e l’uomo, il 21 aprile, rientra in Italia dopo 19 anni di dorata latitanza.

Nel giugno 1999 una nota del Sisde, i servizi segreti italiani, segnala un accordo tra FN e alcuni fanatici di Militia Christi per iniziative, anche violente, contro l’aborto, la presenza di commercianti ebrei e gli status simbol americani quali McDonald’s o il Blockbuster.

Nella “Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi” presieduta dal senatore Giovanni Pellegrino si ipotizza il coinvolgimento di Fiore nell’attentato al quotidiano Il Manifesto avvenuta nel dicembre 2000. L’attentato fu infatti compiuto da Andrea Insabato, braccio destro di Fiore da lui stipendiato. Dal 2002 Fiore si è buttato anche in un altro business, acquista piccole aziende e terreni in Italia, Inghilterra, Spagna e Polonia per trasformarli in comunità rurali dove si predica l’ideologia fascista e (testualmente) dove verrà insegnato ai giovani europei a smetterla di “parlare, muoversi, agire come dei negri
".

Ecco chi è Roberto Fiore. Uno sciacallo politico della peggiore specie. La redazione di Iacchite’ oltre a rigettare la sua oscena proposta: “Lascio al Direttore di questo blog però una possibilità, Indica un dibattito nella sua redazione o in un posto qualsiasi a Cosenza il 9 gennaio, inviti gente che vuol sapere la verità, faccia il giornalista serio e organizzi un dibattito in cui possa dire la mia sulle tragicomiche accuse che mi rivolge”..

Noi non siamo Paride Leporace e aggiungiamo a questa sua farneticazione una sonora pernacchia. Poi, alla minaccia: “Altrimenti vedo difficoltà nel futuro di “Iacchite”, rispondiamo come abbiamo già risposto in passato ai suoi tentativi di entrare in città, con un bel calcio in culo.

A Robè, quando vuoi e dove vuoi.

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Re: Esempi di neofascismo quotidiano

Messaggio da marcello77 »

Calcio, partita tra vecchie glorie della Roma organizzata allo stadio Olimpico da neofascisti. Con la benedizione del Coni.

L’evento “Voi Siete Leggenda” ufficialmente è stato organizzato dalla Onlus Trentadue dell’ex calciatore giallorosso Vincent Candela e il ricavato è stato destinato “interamente in beneficenza”. Ma a beneficiarne è stata anche la Comunità Solidarista Popoli Onlus, vicina e Casapound e fondata dall’ex giocatore Alberto Faccini insieme al giornalista veronese Franco Nerozzi, che ha patteggiato un anno in un processo per terrorismo internazionale.


Dietro l’evento “Voi Siete Leggenda”, la partita di vecchie glorie romaniste che si è disputata ieri sera allo Stadio Olimpico di Roma davanti a 15mila spettatori circa, emergono inquietanti legami con il neofascismo italiano. Il match, patrocinato dal Comune di Roma e dal Coni, e non dalla società As Roma di cui non appare nemmeno il marchio, ufficialmente è stato organizzato dalla Onlus Trentadue dell’ex calciatore francese Vincent Candela e il ricavato è stato destinato “interamente in beneficenza”, come si legge sul prospetto. Peccato che tra gli enti che ne hanno tratto beneficio economico ci sia anche la Comunità Solidarista Popoli Onlus, organizzazione considerata vicina e Casapound e fondata dall’ex calciatore della Roma degli anni ’80 Alberto Faccini insieme al giornalista veronese Franco Nerozzi, che si autodefinisce un “bieco e delirante anticomunista” e che ha patteggiato un anno in un processo per terrorismo internazionale, in cui si è sempre definito vittima di un equivoco, per un presunto traffico di armi e giro di mercenari da collegare alla fondazione Popoli.

Popoli Onlus si occupa infatti di aiutare il popolo Karen in Birmania, con medicine e altri generi di prima necessità, ma secondo la Procura di Verona anche di organizzare veri e propri campi di addestramento militare. Il patteggiamento è avvenuto in seguito all’inchiesta sul presunto tentativo orchestrato da Nerozzi di un colpo di stato alle Isole Comore, e tra gli indagati c’era anche Giulio Spiazzi, figlio del generale Amos (accusato e prosciolto per il tentato Golpe Borghese) il cui avvocato era Roberto Bussinello di Forza Nuova. Alle “missioni umanitarie” in Birmania a fianco di Popoli ha partecipato più volte anche Casapound, tanto che in rete girano foto dei guerriglieri Karen con i simboli dei fascisti del terzo millennio e dei ragazzini che più teneramente indossano le magliette degli ZeroZeroAlfa, il gruppo nazirock del fondatore di Casapound Gianluca Iannone. Vicina al popolo Karen è anche l’associazione “L’Uomo Libero” frequentata da Giovanni Ceniti, l’ex militante di Casapound coinvolto nell’omicidio di Silvio Fanella, il cassiere di Gennaro Mokbel che custodiva il mitico tesoro della truffa Fastweb – Telecom Sparkle.

La Birmania è anche crocevia fondamentale per il commercio di armi, eroina e diamanti. Tutto materiale entrato più volte in diverse inchieste giudiziarie che coinvolgono personaggi di primo piano della vecchia e nuova eversione nera italiana. Ma torniamo al calcio. Qual è il problema quindi? E’ che a inizio dicembre, alla presentazione dell’evento “Voi Siete Leggenda” avvenuta al Circolo Futurista di Via degli Orti di Malabarba, altro luogo di elezione dell’estrema destra romana, Alberto Faccini ha dichiarato che il 25% dell’incasso della partita di beneficenza giocata ieri sarebbe andato proprio a Popoli Onlus. Facendo un rapido calcolo tra spettatori e prezzo dei biglietti, si tratterebbe di qualcosa come 50mila euro.

Ma potrebbe essere solo una boutade, o almeno così racconta a IlFattoQuotidiano.it Vincent Candela, che assicura: “L’intero incasso di “Voi Siete Leggenda” va alla mia fondazione Trentadue Onlus”. Sempre Candela spiega: “A Popoli Onlus spetta solo la percentuale sul diritto di prevendita di qualche migliaio di tagliandi che si è impegnata a vendere”. Poche centinaia di euro quindi. Ma il punto non è quanti soldi siano stati effettivamente destinati all’organizzazione, ma il fatto che questa sia riuscita a entrare in un evento di tale portata a Roma, con la partecipazione delle vecchie glorie romaniste degli scudetti (molti di loro probabilmente ignari) e con la benedizione delle istituzioni, senza però che nessuno ne rendesse conto agli spettatori cui forse non sarebbe andato a genio di sovvenzionare queste organizzazioni.

Alberto Faccini, frequentatore di lungo corso della trasmissione radiofonica Te La Do Io Tokyo gestita dall’ex Nar Marione Corsi, non è nuovo a organizzare partite di vecchie glorie il cui incasso è poi devoluto alla sua Onlus Popoli. Dai ritagli della stampa locale appare che già nel 2011 a Marino molti ex calciatori di primo piano di Roma e Lazio fossero in campo per beneficenza a favore di Popoli. L’ultima in ordine di tempo risale al 11 ottobre 2014 a Passoscuro, dove si è tenuta l’ennesima “partita di beneficenza a favore della Comunità Solidarista Popoli” a cui hanno preso parte i soliti noti ex.

I legami di diverse vecchie glorie del calcio romano con gli ambienti dell’estrema destra romana sono noti: da Roberto Pruzzo che presenta i suoi vini al Circolo Futurista, uno dei posti in cui si potevano acquistare biglietti per la partita “Voi Siete Leggenda”, a Sebino Nela, habitué del ristorante di Gianluca Iannone. Ecco però che con Alberto Faccini si fa il salto di qualità: a livello di immagine ed economico. Dopo diverse partite nei paesi del Lazio, la macchina delle vecchie glorie a favore di Popoli Onlus è infatti arrivata allo Stadio Olimpico, per un evento patrocinato dal Coni con la benedizione del suo presidente Giovanni Malagò, che è intervenuto alla conferenza stampa di presentazione della partita e ha parlato della necessità di “riformare la cultura sportiva”. Chissà se la riforma della cultura sportiva debba necessariamente passare attraverso il finanziamento di organizzazioni neofasciste.

Luca Pisapia - Il Fatto Quotidiano del 31 dicembre 2015.
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Re: Esempi di neofascismo quotidiano

Messaggio da marcello77 »

Atteso in città l’arrivo di Fiore, dopo l’annunciato presidio la città potrebbe essere militarizzata.

Rinviata l’apertura della nuova sede di Forza Nuova a Verbicaro si attende l’arrivo dell’uomo indagato per la strage di Bologna che ha definito Cosenza “città governata da massoni e centri sociali”.

Per il suo arrivo si prevedeva di far blindare dalle forze dell’ordine il piccolo centro del Pollino per scongiurare scontri. Poi l’improvviso impegno a Bruxelles e il rinvio dell’inaugurazione condito da minacce di querela ai quotidiani, compreso QuiCosenza, che hanno pubblicato il comunicato sul presidio antifascista organizzato a Verbicaro per contestare Roberto Fiore il leader neofascista già indagato per concorso ispirativo nel delitto di strage. Domani, Martedì 5 Gennaio, a Cosenza alle 17.30 all’interno del CPOA Rialzo di viale Giacomo Mancini si terrà un’assemblea pubblica per discutere su come affrontare in città l’arrivo di Fiore. Il 9 gennaio infatti Roberto Fiore dovrebbe inaugurare la sede forzanuovista di Verbicaro e tenere successivamente una conferenza stampa nella città di Cosenza. “Questi squallidi personaggi, – si legge in una nota divulgata dai collettivi antifascisti bruzi – strumentalizzano la disperazione dilagante tra le masse per propagandare le loro malate idee razziste, xenofobe e sessiste. Sono quelli che predicano i messaggi del cristianesimo e poi fomentano odio e violenza contro i migranti; parlano di difesa degli operai e dei lavoratori, salvo piegarsi al volere dei padroni e dei banchieri; cercano di riciclarsi sotto spoglie pseudodemocratiche ma restano gli sgherri in camicia nera del capitale e del potere. Diamo a Fiore l’omaggio che questo territorio ha sempre riservato ai luridi topi di fogna come lui. Costruiamo insieme le mobilitazioni antifasciste di Verbicaro e Cosenza”. Un appello alla cittadinanza per una giornata, quella del 9 Gennaio, che nonostante le rigide temperature invernali si annuncia essere più che rovente. Per ora non si conoscono i dispositivi che saranno attivati dalle forze dell’ordine a Cosenza e Verbicaro nel giorno in cui Fiore farà visita alla città di Cosenza.

http://www.quicosenza.it - 04/01/2016.
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Re: Esempi di neofascismo quotidiano

Messaggio da marcello77 »

I camerati reggini ci riprovano........

Fascisti calabresi pronti a commemorare domani l’omicidio di Mussolini.

A distanza di settantuno anni camerati continuano a definire la morte del duce: ”Un’esecuzione avvenuta senza alcun processo”.

REGGIO CALABRIA – Domani, 28 aprile i Camerati Calabresi ricordano a 71 anni dal suo omicidio Benito Mussolini, tutti i caduti della Repubblica Sociale Italiana, delle foibe, sotto i colpi della barbarie partigiana e tutti coloro che hanno creduto nell’onore e nella grandezza del popolo italiano. “La destra calabrese – scrive in una nota il presidente di Alleanza Calabrese Enzo Vacalebre – celebrerà l’anniversario di un abominio consumato dai cosiddetti padri della Repubblica Italiana. Una commemorazione sarà celebrata a Reggio Calabria alle 17.00, a Piazza Martiri della Rivolta. Noi non scordiamo. Noi ricordiamo e ricorderemo tutti i nostri martiri.

A prescindere dai numi tutelari della democrazia calabrese che in questo periodo vediamo più impegnati a frequentare i tribunali che a seguire le esigenze dei cittadini. Ad un anno dall’”obbedisco” dell’arcivescovo Morosini alla sinistra, per non celebrare la Messa in ricordo del Duce, dopo trentacinque anni che la stessa veniva officiata e grazie al “niet” comandato. La chiesa reggina è stata abbondantemente ripagata. Con le unioni civili e con il gay pride. La curia di Reggio Calabria recitò che “pur essendo lecito celebrare la santa messa in suffragio dei defunti, la celebrazione viene sospesa per la strumentalizzazione della stessa per fini politici”. Strumentalizzata da chi. Questa è stata la carità cristiana di Morosini. Tutti si sono ribellati lo scorso anno alla parola omicidio. Esempio di odio che si rincorre negli anni, nei decenni. L’odio dei vincitori. L’odio dei barbari.

Falcomatà, Magorno, Bossio, Romeo. Oggi, invece, sono impegnati tra Reggio, Rende, Cosenza, Campania, Lazio, Lombardia, Gomorra, Sodoma a cercare di fare la conta tra indagati ed arrestati. Come Diogene cercano con il lanternino la legalità, la trasparenza, la democrazia, a piedi scalzi, assieme a Rosy Bindi tra mafiosi, camorristi, ‘ndranghitisti. Il problema loro era solo la messa per il Duce. Nessun problema. Morosini ha perso noi, parte miserrima della comunità cattolica calabrese. Nel frattempo può aumentare i posti letto per i migranti con le sue associazioni. Aumentando il fatturato. Ma il problema di base per la sinistra rimane lo stesso. La parola omicidio la ribadiamo anche quest’anno. Perché fu un’esecuzione vera e propria decisa senza un processo. Quindi rimarrà nei secoli sempre un bieco omicidio. Come quelli che seguirono dopo la cosiddetta liberazione. Migliaia di uomini, donne e bambini trucidati”.

http://www.quicosenza.it - 27/04/2016.
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Re: Esempi di neofascismo quotidiano

Messaggio da Ferro da Milano »

E meno male che non ci fu processo! Altrimenti questa povera e revisionista italietta che ci ritroviamo avrebbe finito per riabilitare anche quel grandissimo assassino di Mussolini. Io non sono né per la giustizia sommaria, né tantomeno per la pena di morte. Ma, definire assassini coloro che hanno fucilato il Duce, con tutte le morti che quest'ultimo si è portato nella tomba mi sembra a dir poco ridicolo. Mussolini volle tutto quell'odio, l'assolutismo, una guerra mondiale? Beh, per me rimase vittima di sè stesso e ne pagò le conseguenze in prima persona. Tutto qui!
Piazzale Loreto, qui a Milano, non è solo il luogo dove vennero esposti i corpi del duce e della Petacci, ma anche il posto dove nell'agosto del '44 ben 15 partigiani vennero ivi tradotti dai fascisti, prelevati dal carcere di San Vittorie, fucilati e lasciati al sole in putrefazione: perché i cari camerati non parlano di questo o mille altri atti di rappresaglia che nulla hanno a che fare con i giusti processi o con la giustizia? Ma per cortesia!
Ma perché non possiamo essere semplicemente dei tifosi sereni? Ogni giorno ce n'è una nuova! Cosenza, infinita... sofferenza!
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Re: Esempi di neofascismo quotidiano

Messaggio da marcello77 »

Scimmie nere ammazzate a calci, bandanti non consenzienti accoltellate, migranti pestati in spiaggia perchè reclamano il giusto compenso per un tatuaggio.
Viva l'Italia bigotta e corrotta, che si esalta per un pagliaccio di ct che salta sulle panchine o per un buffon-e/fascista........
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