#481 marcello77 Lun 31 Oct, 2011 23:49
Vi giro direttamente la mail che mi è arrivata stasera:
abbiamo ricevuto oggi pomeriggio la conferma che MERCOLEDI' 02 novembre, andrà in onda un servizio per la trasmissione CHI L'HA VISTO, fra gli ospiti oltre alla sorella Donata, l'Avvocato EUGENIO GALLERANI.
Come sempre vi chiediamo il ... PASSAPAROLA.......
Vi ricordiamo che tutti noi abbiamo contribuito a questo risultato, che sembrava irraggiungibile.
Ricordiamo che i soci calabresi, stanno organizzando 2 eventi:
* a CASTROLIBERO, il 18 novembre, dove si parlerà di Denis calciatore;
* a Cosenza, il 27 dicembre, il 3° Bergamini Day.
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marcello77
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#482 abba Mer 02 Nov, 2011 22:05
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chi l'ha visto su rai 3
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abba
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#484 marcello77 Gio 15 Dec, 2011 11:31
Castrovillari: inchiesta sulla morte di Bergamini, sentita l'ex fidanzata.
Isabella Internò convocata come testimone a Castrovillari nella nuova inchiesta sulla morte del calciatore. L’avvocato della famiglia rivela in tv di aver ricevuto una lettera anonima.
Dopo 22 anni Isabella Internò, ex fidanzata del calciatore del Cosenza morto il 18 novembre dell'89, torna a parlare del caso Bergamini. Nei giorni scorsi sarebbe stata sentita di magistrati della procura di Castrovillari e il suo avvocato, Massimo Florita, del foro di Paola, ha spiegato che la donna sarebbe stata ascoltata nella sua veste storica di testimone oculare e non è stato rivelato cosa le abbiano chiesto i magistrati, ma è facile ipotizzare – lo conferma anche il difensore – che la donna abbia ripetuto la versione già fornita durante i due processi per omicidio colposo a carico di Raffaele Pisano, l’autotrasportatore di Rosarno alla guida del camion sotto il quale – hanno stabilito quei processi – il centrocampista ventisettenne si sarebbe “tuffato” con la volontà di suicidarsi.
Nella medesima veste di testimone potrà essere sentito, ha precisato ancora l’avvocato Domenico Malvaso, l’ex camionista che per equivoco era stato ritenuto morto e che ancora vive a Rosarno.
CHI L'HA VISTO
La trasmissione di Rai3 “Chi l’ha visto?” ieri sera, si è nuovamente occupata della vicenda. In studio, oltre alla sorella di Bergamini, Donata, e l’avvocato Eugenio Gallerani, anche il papà di Denis, Domizio, che ha raccontato quell’ultima sera nella casa di Boccaleone d’Argenta, il lunedì precedente al fatto, e quella misteriosa telefonata, ricevuta dal giovane all’ora di cena, che lo face sudare, tanto che il padre gli disse: «se hai caldo togliti il maglione»; e lui: «no papà, non è il maglione; sono altre cose». L’avvocato ferrarese ha invece fatto sapere di aver ricevuto una lettera anonima, nei giorni scorsi, recapitato presso l’ordine forense della città emiliana, ma non ha voluti svelare il contenuto della missiva, poiché probabilmente contiene qualche “ipotesi” o qualche indicazione.
La trasmissione ha ricordato che sono attualmente in corso le indagini scientifiche dei Ris sulla Maserati, e sulle scarpe, l’orologio e una catenina che Denis portava addosso il giorno della morte. Oggetti sui quali sembrano mancare completamenti le prove del trascinamento del corpo a opera del camion come invece hanno raccontato i due testimoni.
La trasmissione ha ancora una volta evidenziato le incoerenze sugli orari degli eventi e sugli spostamenti della Maserati verbalizzati dal brigadiere dei carabinieri Francesco Barbuscio che raccolse le testimonianze della ragazza, del camionista e del barista Mario Infantino dove la testimone andò a telefonare.
Una puntata decisamente orientata alla pista della droga, del traffico internazionale di stupefacenti entro il quale Bergamini poteva essere finito con il ruolo di “corriere”. Un’ipotesi avvalorata dalla testimonianza dell’ex massaggiatore del Cosenza, Giuseppe Maltese, da sempre convinto di questo lato oscuro del calcio cosentino e suggestionata dalla recente condanna a 8 anni per traffico di stupefacenti a carico di Michele Padovano, ex dei Lupi e poi della Juve, che all’epoca esercitava – raccontano in molti – un forte ascendente su Denis.
Il Quotidiano della Calabria - 15/12/2011.
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#486 Standard and Poor Lun 19 Dec, 2011 11:04
Jiritu ha scritto: ricordo una vecchia discussione con +tu, sosteneva che la ndrangheta non c'entrava nulla con la morte di Bergamini...io qualche dubbio l'ho sempre avuto. Ora è uscito quest'articolo http://www.repubblica.it/cronaca/20...18/?ref=HREC1-4
repubblica non s'era mai interessata al caso bergamini. l'ha fatto in questi giorni nella maniera peggiore purtroppo. ha fatto un servizio in cui mischia un sacco di cose che nel corso di questi 2 anni sono state superate. alla fine ne esce un minestrone di minchiate. il problema è che la trasmissione "chi l'ha visto?" mercoledì scorso ha mandato nei suoi video alcuni spezzoni di servizi vecchi e repubblica ha preso paro paro quelle informazioni. in più c'ha nzaccato la vicenda giudiziaria di padovano...
1) NON ESISTE ALCUN DOPPIOFONDO NELLA MASERATI. I MARITO DI DONATA IN QUESTI 20 ANNI L'HA PRATICAMENTE SMONTATA PER TROVARE STI FANTOMATICI DOPPIFONDI. UN CI SU'...C'è solo la tappezzeria rovinata vicino al cambio perchè il precedente proprietario aveva un telefono cellulare.
2) La ndrangheta non c'entra un cazzo in questa vicenda. Altrimenti io non ero quà a scrivere... E' verosimile che ci sia di mezzo qualche malavitoso, ma non è un delitto di mafia!
3) Si fa un errore se si lega in maniera superficiale la vicenda padovano con quella di denis. Padovano ha detto chiaramente che sa delle cose ma le dirà al magistrato se e quando verrà interrogato. Un ni facimu film per il momento.
4) Io non mi sento di escludere alcuno scenario. Potrebbe esserci dietro una questione di droga, debiti di gioco, ma anche "semplicemente" una vicenda passionale...
Ultima modifica di Standard and Poor il Lun 19 Dec, 2011 11:05, modificato 1 volta in totale
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#487 marcello77 Lun 19 Dec, 2011 13:42
Giallo Bergamini, tutti i testi da sentire.
Dalla madre della Internò a Storgato, quelli che sanno qualcosa su Denis. La Procura di Castrovillari ha avviato le verifiche delle persone informate dei fatti.
Isabella Internò avrebbe ribadito la versione del tentativo di fuga dall'Italia da parte di Denis; lei doveva riprendersi la macchina a Taranto, e poi l'improvviso raptus suicida. Sul fronte scientifico i Ris di Messina stanno lavorando sugli effetti personali che sembrano smentire la suggestiva dinamica del suicidio a “tuffo” e il trascinamento per circa sessanta metri del corpo sotto il pesante camion che investì il calciatore di Argenta quel 18 novembre 1989 sulla statale 106 a Roseto Capo Spulico.
Ma ecco l'elenco dei possibili testimoni che potrebbero essere ascoltati durante l'indagine avviata dalla procura di Castrovillari. Persone che in questa fase preliminare potrebbero essere sentite solo per «sommarie informazioni»
ISABELLA INTERNO' - O meglio: Isabella Anna Internò. All'epoca dei fatti ha circa venti anni, ed è sul luogo del “suicidio” per esserci arrivata - così risulta agli atti - con la vittima. Così si identifica ai carabinieri che verbalizzano l'accaduto: «Dal 1985 al novembre 1988 sono stata fidanzata quasi ufficialmente con il calciatore del Cosenza Donato Bergamini. Poi, dal 1988 ci siamo lasciati e ripresi in più volte». Nei verbali del brigadiere Barbuscio resta impressa la frase con la quale rassicura il camionista appena sceso dal mezzo: «È il mio ragazzo. Si è voluto suicidare». Dopo di ciò, con un misterioso mezzo di passaggio va a Roseto Marina, nel bar “da Mario”, per telefonare a Gigi Simoni, a Francesco Marino, e alla madre.
RAFFAELE PISANO - È L'autotrasportatore che quel pomeriggio è alla guida del camion carico di mandarini diretti a Milano. All'arrivo dei carabinieri dichiara, in sintonia con l'altra testimone, che il calciatore si è “tuffato” improvvisamente sotto le ruote del camion e sottolinea di «mettersi a completa disposizione della giustizia». Due volte assolto dall'accusa di omicidio; fino alla scorsa settima è stato creduto morto. Ma in realtà e vivo e abita ancora a Rosarno.
MICHELE PADOVANO - Inizia la sua carriera professionistica in Serie C2 con l'Asti TSC nella stagione 1985/86. Nell'ottobre del 1986 si trasferisce al Cosenza e vi resta per quattro anni, diventando il più intimo amico di Denis. Nel 1990 passa in Serie A con il Pisa e poi a seguire Napoli, Genoa e Reggiana. Dal 1995 al 1997 gioca nella Juventus di Marcello Lippi. Nel 2006 cominciano suoi guai giudiziari che una settimana fa gli portano la condanna a 8 anni e 8 mesi come partecipe dell'organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti.
MARIO INFANTINO - È il titolare del bar di Roseto dove lsabella Internò, accompagnata da un uomo (mai identificato) a bordo di una Ritmo o di una Golf, va a telefonare al tecnico Gigi Simoni, al calciatore Francesco Marino, e alla madre, Concetta Tenuta. All'epoca sottoscrive che l'orario della telefonata poteva essere le 19 e 30. Ma oggi dichiara: «Era ancora giorno, fuori si vedeva bene». Dunque la nuova testimonianza sposterebbe di circa due ore indietro le lancette dell'orologio.
LUCIANO CONTE - Allora è solo un “amico di famiglia”; oggi è il marito di Isabella Internò. In virtù della sua costante vicinanza alla ragazza, il cinquantenne soprintendente di Polizia potrebbe essere sentito come persona informata dei fatti.
CONCETTA TENUTA - È la madre di Isabella Internò. Trentanove anni all'epoca. È una delle tre persone alle quali la ragazza ha telefonato subito dopo la morte di Denis, ma mai nessun magistrato ha voluto sapere perché proprio a lei: una premura della ragazza preoccupata del fatto che la madre avrebbe potuto apprendere della morte del calciatore e preoccuparsi delle condizioni della figlia? Ma perché poi, è la donna a telefonare al presidente del Cosenza calcio, Antonio Serra?
ANTONIO SERRA - Nella sua qualità di presidente del Cosenza calcio dal 1988 al 1990 è certamente persona molto informata: conosce bene Denis “uomo” e le sue qualità sportive,ma anche buona parte della sue frequentazioni .
FRANCESCO MARINO - Il terzino destro è nel Cosenza dall'82. Con i rossoblu, infatti, disputa in tutto undici campionati di cui cinque in Serie B. Successivamente ha intrapreso il ruolo di dirigente, lavorando prima come direttore sportivo per il Cosenza e in seguito come osservatore per la Juventus. Isabella Internò dichiara di averlo incontrato la mattina del 18 novembre prima del ritiro al motel Agip. Ed è una delle tre persone alle quali la ragazza telefona per comunicare la morte di Denis.
RENZO CASTAGNINI - È uno dei più anziani dell’undici rossoblu dell'epoca ma non per questo escluso dalla vita della squadra. È con il collega Marino quando la mattina del 18 novembre, prima del ritiro, i due incontrano Isabella.
MASSIMO STORGATO - Lo stopper cresciuto nella Juventus gioca solo due stagioni nel Cosenza. Ma è con lui che Denis fa tutta la strada da Ferrara a Cosenza il martedì precedente alla morte, di rientro dal giorno libero dopo la partita con il Monza. Chissà se Denis non si sia aperto un po' con quel compagno di viaggio?
GIULIANA T. - È l'amica con la quale Denis trascorre la serata dopo la partita di Monza e la nottata all'hotel Hilton di Milano.
SERGIO GALEAZZI - Centrocampista al Cosenza dall'86 al '90. È con Denis al cinema Garden; ma non viene mai interrogato. «Quando si è spenta la luce ho visto Donato alzarsi. Lo attendevano due persone. Ho visto solo le loro sagome. Non so se sono andati via insieme, ma di certo Donato non è più rientrato». MARIO ROCCO NAPOLI - Quarantasettenne di Roseto, è il teste ascoltato durante il primo processo. Fa la sua comparsa “volontaria” quando sulla stampa (ma è di certo una coincidenza) la versione del suicidio comincia a vacillare. Racconta che passando sul luogo dei fatti, qualche minuto prima, vede un ragazzo fuori dalla Maserati, sul bordo della strada. Tanto basta per screditare l'ipotesi che Denis sia stato ucciso altrove e portato lì per inscenare il suicidio. Oggi è detenuto per una condanna non definitiva a 8 anni inflittagli con l'operazione Skhoder, con la quale la Dda ha scardinato il traffico di stupefacenti tra Albania e Italia.
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