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Messaggio Re: SCOPELLITI CON LA SCORTA ALLA FESTA CON I BOSS

#46  cirujeda Gio 19 Gen, 2012 16:39

Ayatollah ha scritto: 
e come te prendi a male sordà, rilassati è solo un passatempo

PS sordà con te non si può parlare

PS2 non è mia abitudine dire che con te non si può parlare

XBOX stava fissiannu


 
 




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...tanti soci, diversa contribuzione, un voto a testa


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Messaggio Re: SCOPELLITI CON LA SCORTA ALLA FESTA CON I BOSS

#47  marcello77 Ven 20 Gen, 2012 11:31

Mafia e politica. Per la Commissione al Comune di Reggio, pronti i nomi.

Il prefetto lavora alla nomina dei componenti dell’organo di controllo. Reggio Calabria è la prima città d’Italia, capoluogo di provincia che sarà sotto l’esame di una commissione d’accesso.

«Si sta lavorando alla composizione dell’organo di controllo» ha dichiarato il prefetto Varratta, ma la decisione è del ministro a seguito delle inchieste giudiziarie in corso che fanno emergere possibili intrecci tra mafia e politica.
Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri (in foto) ha dato il suo placet all’accesso degli atti e ha chiesto al prefetto di relazionare sul caso Reggio, dopo le interrogazioni parlamentari, firmate da senatori e deputati di diversi colori politici. La commissione sarà costituita da tre o cinque funzionari dello Stato che, a loro volta, si potranno avvalere di forze dell’ordine che lavorano e conoscono il territorio. L’obiettivo è verificare se ci sono state nel Palazzo infiltrazioni mafiose che possano aver influenzato l’attività amministrativa. La Prefettura starebbe prendendo in esame una serie di nominativi di personalità che dovranno materialmente effettuare l'accesso agli atti anche se non è ancora chiaro l’ambito in cui la commissione agirà, ma l’ufficializzazione della nomina della commissione, su cui c'è stato il via libera del ministero dell’Interno, è certa, e l’elemento scatenante potrebbe essere l’arresto del consigliere comunale, Pino Plutino o le indagini sulla società mista, per esempio la Multiservizi.
Il sindaco di Reggio, Demetrio Arena, eletto da sette mesi, non commenta. Ieri era a Roma ad una riunione dell’Anci. Preferisce aspettare, «Non ha avuto nessuna comunicazione ufficiale», fanno sapere da Palazzo San Giorgio e anche Giuseppe Scopelliti, già sindaco di Reggio, aspetta l’ufficializzazione dell’arrivo dell’organo ministeriale. L'unico a voler dire la sua però è Francesco Forgione, ex presidente della commissione parlamentare antimafia e componente nazionale di Sel: «Penso che, per molto meno di quanto sia emerso finora a Reggio, grazie al lavoro della Procura, si sia arrivati allo scioglimento di un Comune per infiltrazioni mafiose. A Reggio in questo momento c’è un grumo di interessi, tra corruzione e mafia e tutto questo ha determinato la perdita da parte della politica della sua trasparenza».
Forgione sottolinea ancora che «Si poteva intervenire anche prima e solo un governo tecnico, dunque autonomo, ha portato all’invio della commissione d’accesso, quello precedente ha posto ostacoli in più città d’Italia, per motivi politici. Ora la politica non c’entra nulla». Forgione conosce bene la questione reggina e punta il dito sia sulla politica che sulla macchina burocratica: «Serve una bonifica totale, anche della classe dirigente, come prevede la legge che porta la maia firma. Intanto credo che la democrazia è sospesa quando c’è la mafia, non quando c’è un organo di Stato che controlla quell’amministrazione».

Il Quotidiano della Calabria - 20/01/2012.
 




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Messaggio Re: SCOPELLITI CON LA SCORTA ALLA FESTA CON I BOSS

#48  marcello77 Sab 18 Feb, 2012 00:43

Sanità, avviso di garanzia per il governatore Giuseppe Scopelliti.

Al presidente della Regione, nella qualità di commissario ad acta, vengono contestati alcuni atti amministrativi. Indagati anche i direttori generali Franco Zoccali e Antonio Orlando e l'assessore Francescantonio Stillitani.

Il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, Commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro della sanità ha ricevuto un avviso di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. A Scopelliti vengono contestati la stipula del «Patto di Legislatura» tra la Regione e l'Aiop, la delibera di giunta relativa al rinnovo del protocollo d'intesa tra Regione Calabria e l'Università Magna Graecia e l'approvazione con delibera di giunta del regolamento attuativo contenente i requisiti minimi per l'autorizzazione al funzionamento e le procedure per l'accreditamento dei centri socio riabilitativi per disabili e la riconversione dei servizi Siad, relativi alla Fondazione Betania Onlus. Provvedimenti assunti senza preventivo parere del «Tavolo Massicci». Oltre a Scopelliti, risulta indagato il Dirigente Generale della Presidenza, Franco Zoccali. Per la convenzione con l'Università Magna Graecia, risultano, inoltre, indagati il Direttore generale del Dipartimento salute Antonino Orlando e per la delibera relativa alla Fondazione Betania l'assessore al lavoro Francescantonio Stillitani ed una dirigente del dipartimento.
Con una nota dell'Ufficio stampa della Giunta regionale, è stato evidenziato che gli atti contestati dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, nell'ambito dell'inchiesta che vede indagato il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, in qualità di commissario ad acta per il rientro del debito sanitario, «non hanno prodotto effetti in quanto sospesi e poi revocati dallo stesso Commissario».
«Chiarirò presto - ha dichiarato Scopelliti - che si tratta di atti di indirizzo politico che non hanno prodotto alcun effetto, nè danno economico per la Regione Calabria, nè vantaggio ad alcuno».

Il Quotidiano della Calabria del 17/02/2012.
 




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#49  marcello77 Dom 19 Feb, 2012 13:07

Il colonnello: “Scopelliti nella lobby mafiosa”. Il governatore: “Sue parole sconcertanti”.

Guerra aperta del governatore calabrese al militare del Ros che coordinò l'inchiesta meta su mafia e politica. Ieri il militare è stato sentito in aula. Qui ha raccontato i rapporti opachi dell'ex sindaco con uomini delle cosche.


Il governatore della Calabria contro un colonnello dei Ros. Giuseppe Scopelliti contro Valerio Giardina. In mezzo il processo Meta e le sue molte implicazioni. Su tutte: la commistione tra ‘ndrangheta e politica. Teatro: Reggio Calabria. Protagonista: “Una lobby affaristico-massonica in cui vi sono i vertici delle cosche e della politica”. Lo dice Giardina che da ex comandante dei Ros coordinò le indagini terminate nel 2010. Ed è su questo che il militare ieri ha testimoniato in aula. Parole che sono andate di traverso allo stesso Scopelliti. E alle quali il governatore risponde oggi con una lettera aperta pubblicata in prima pagina sul Quotidiano della Calabria. Titolo: “Sconcertante, sarei sodale con nemici accertati”. Poche righe in corsivo in cui Scopelliti apprende “con stupore quanto dichiarato dal colonnello Giardina durante l’ultima udienza del processo Meta”. Rabbia, dunque. Dovuta al fatto che, a dire dell’ex sindaco di Reggio, Giardina “non si è limitato a illustrare le risultanze dell’attività di indagine, ma ha spacciato per tale delle, per come da lui stesso definito, deduzioni investigative del suo ufficio”.

Ma cosa ha detto di tanto grave il colonnello Giardina? In realtà il militare, che dopo aver diretto i Ros, ha comandato la compagnia di Locri, ha ripercorso alcune fasi dell’inchiesta concentrandosi, in particolare, sul noto banchetto di matrimonio organizzato da imprenditori in odore di mafia e al quale partecipò lo stesso Scopelliti. Ancora prima, però, il colonnello ha tratteggiato un quadro fosco delle commistioni che oggi inquinano la vita pubblica di Reggio Calabria. Esattamente quella lobby affaristico-massonica di cui, stando a Giardina, farebbero parte lo stesso Scopelliti assieme al fratello Consolato.

Insomma, in aula, ieri, si è parlato di una sorta di cupola che tiene insieme interessi diversi ma convergenti. Politica e mafia. In aula se ne era già fatto cenno nelle scorse udienza. Ieri, però, Giardina ha portato un carico da novanta che ha mandato su tutte le furie il governatore, il quale non risulta coinvolto nel processo. Un mancato avviso di garanzia che sorprende alcuni degli intercettati. “Non gli è arrivato un avviso di garanzia perché si è attorniato di questi personaggi”. Dubbi confermati dallo stesso Giardina in aula. “Abbiamo documentato rapporti tra Scopelliti con i vertici delle cosche di Villa San Giovanni e Reggio Calabria”. Viene citata una telefonata tra Domenico Barbieri (imprenditore in odore di mafia) e Franco Labate in cui si fa riferimento al pentito Nino Fiume che, già vicino alla cosca De Stefano, un tempo avrebbe monitorato sull’operato del sindaco Scopellitti, poi appoggiato dagli stessi De Stefano. “Appare singolare – sbotta Scoppelliti nella sua lettera – che Giardina non ricordi che lo stesso Fiume ha iniziato la sua attività di collaboratore nel febbraio del 2002, quando la prima elezione è avvenuta nei mesi successivi”.

Il colonnello Giardina parla anche del fratello di Scopelliti che da imprenditore era a conoscenza di alcune dinamiche dei lavori pubblici. “In questo modo – spiega il militare – la gestione degli appalti era altamente inquinata”. E ancora: “La ditta Edilma di Santo Marcianò ottiene i lavori grazie a Consolato Scopelliti in combutta con l’ingegnere Crucitti (dirigente dell’ufficio Lavori Pubblici)”.

Quindi si arriva al banchetto di nozze del 15 ottobre 2006. Qui arriva lo stesso Scopelliti a bordo di un’auto della questura di Roma. Ci starà poco e poi andrà allo stadio a vedere la Reggina vincere 1 a 0 contro la Roma. Giardina racconta e dice: “La notizia della presenza di Scopelliti ci ha sconcertato”. Parole che, a dire di Scoppelliti, non ricostruiscono fatti ma li commentano. Da qui l’attacco del governatore: “La gravità di queste affermazioni mi fa riflettere sul perché un uomo delle istituzioni e quindi dello Stato abbia tenuto un comportamento sprezzante ed oltraggioso dei valori che lui stesso dovrebbe rappresentare”.

Il Fatto Quotidiano del 18 febbraio 2012.
 




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Messaggio Re: SCOPELLITI CON LA SCORTA ALLA FESTA CON I BOSS

#50  marcello77 Mer 22 Feb, 2012 23:52

Ecco svelato l'arcano........il colonnello Giardina è un pericoloso estremista-fondamentalista-comunista-mangiabambini  


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#51  marcello77 Ven 24 Feb, 2012 00:27

Calabria, Scopelliti e famiglia contro il colonnello antimafia.

Per la prima volta in Italia oggi si riunisce un Consiglio regionale contro l'arma. Il carabiniere Valerio Giardina ha testimoniato al processo Meta su mafia e politica. "Il governatore e suo fratello - ha detto - sono dentro a una lobby affaristico-politica".


Spezzeremo le reni al colonnello. Per la prima volta un intero Consiglio regionale si riunirà per approvare un documento di condanna contro un ufficiale dell’Arma dei carabinieri. Accadrà oggi in Calabria per volere di Giuseppe Scopelliti, governatore e padre padrone del Pdl. Nel mirino degli attacchi e di un “dossier” che lo stesso Scopelliti presenterà al Consiglio, il colonnello Valerio Giardina, per anni comandante del Ros della città dello Stretto. Si tratta dell’uomo che ha catturato il superlatitante Pasquale Condello, che da queste parti chiamavano non a caso il “Supremo”, tra i più temuti capi della ‘ ndrangheta. Di mafiosi che latitano da anni indisturbati nelle loro case di Reggio e negli anfratti dei paesi della Calabria, il colonnello ne arresta 16 prima di mettere le manette a un altro big-boss, Peppe Morabito, capo della mafia di Africo.

Tanti successi, sempre accompagnati dagli applausi e dai comunicati di apprezzamento “prestampati” dei politici calabresi. Ma è quando il colonnello mette le mani sul verminaio reggino dei rapporti tra politica e mafia, quando parla delle relazioni pericolose di Giuseppe Scopelliti, che cominciano i suoi guai. L’inchiesta, coordinata dal pm Giuseppe Lombardo, si chiama “Meta”. Mille pagine che raccontano la pax mafiosa a Reggio e soprattutto i rapporti mafia, massoneria, comitati d’affari e politica. Un lavoro straordinario che porta ad arresti e a un processo che venerdì ha vissuto la sua udienza clou. Giardina risponde alle domande del pm Giuseppe Lombardo e del presidente Silvana Grasso. Ricostruisce le fasi dell’inchiesta e il nuovo “modello Reggio” costruito dopo l’accordo tra le maggiori famiglie di mafia. La città, dice Giardina, è governata da una lobby “affaristico-massonica in cui ci sono i vertici delle cosche e della politica”. Giuseppe Scopelliti e suo fratello Consolato, detto Tino, ne farebbero parte a pieno titolo. “Abbiamo documentato – prosegue il colonnello – i rapporti di Scopelliti con i vertici delle cosche di Villa San Giovanni e Reggio Calabria”. Rapporti che spiegano la partecipazione di Scopelliti, allora sindaco della città, al pranzo per i cinquant’anni di matrimonio dei genitori dei fratelli Barbieri il 15 ottobre 2006.

I carabinieri filmano l’auto di scorta del sindaco che entra in un ristorante di Villa e Scopelliti che brinda. Poi intercettano Cosimo Alvaro, figlio di Domenico, re della ‘ ndrangheta di Sinopoli e pezzo da novanta della mafia calabrese, vantarsi della presenza del sindaco e dei politici. “La presenza di Scopelliti – dice nell’udienza Giardina – ci ha sconcertati e ha creato allarme”. Nell’inchiesta “Meta” c’è una intercettazione tra gli imprenditori Barbieri e Franco Labate, che documenta l’attivismo del fratello del sindaco nella spartizione degli appalti comunali. Perché “i soldi – dice Barbieri – se li sta prendendo il fratello del sindaco, quello che si è riempito la mazzetta, quello che si è preso la pila”. I registi della lobby, secondo Giardina, sarebbero l’avvocato Giorgio De Stefano e Paolo Romeo. Il primo è il cugino di Paolo De Stefano, il big-boss della ‘ ndrangheta reggina ucciso nella prima guerra di mafia, il secondo è un ex deputato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Le dichiarazioni del colonnello hanno scatenato un fuoco di fila da parte del centrodestra calabrese e nazionale. Ha iniziato il governatore Scopelliti: “Il colonnello Giardina ha dimostrato di non essere un uomo delle istituzioni, nelle sue esternazioni sembra un rappresentante dell’opposizione politica”. Maurizio Gasparri minaccia: “Agiremo ai massimi livelli per capire se c’è una cabina di regia che alimenta una stagione di veleni contro Scopelliti”. Anche Angelino Alfano esprime la sua solidarietà, ma è il senatore Antonio Gentile, membro della Commissione antimafia, il più feroce. Chiede ai vertici del Pdl di organizzare una manifestazione nazionale a favore di Scopelliti, “che rischia di essere dilaniato dall’opinione pubblica”. Una ingiustizia, perché “con Scopelliti abbiamo costruito liste immacolate, pulite”. Ha la memoria corta, il senatore, e dimentica i due consiglieri regionali della maggioranza arrestati per mafia e un terzo finito nei guai per corruzione elettorale. Per questi fatti gravissimi nessuno ha pensato mai di riunire la massima assemblea regionale. Guai a chi indaga sui rapporti tra mafia e politica, carabinieri e pm vanno applauditi certo, ma solo quando ammanettano boss e picciotti dell’ala militare della ‘ ndrangheta. Al pm Lombardo, che indaga sulla politica, il 4 settembre scorso arriva un “caloroso consiglio” da parte di un avvocato. “Dottore lei sta dando fastidio, stia attento e quando fa una inchiesta si faccia affiancare da un suo collega”. Un mese dopo viene fatto trovare un pacco bomba sotto l’auto del magistrato. C’è anche un biglietto: “È tutto pronto per la festa”.

di Enrico Fierro - Il Fatto Quotidiano del 22 febbraio 2012.
 




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#52  marcello77 Mar 28 Feb, 2012 17:04

L'interrogatorio di Scopelliti sul "caso Fallara": «Non leggevo tutti gli atti».

La ricostruzione del presidente della Regione, nella sua qualità di ex sindaco di Reggio, nel verbale dell'inchiesta per il buco nel bilancio dell'ente e le irregolarità contabili. «Le dissi che si doveva vergognare».

«FIRMAVO atti che non leggevo...siglavo faldoni di carte confidando nella responsabilità e professionalità dei funzionari». Sono alcuni degli elementi forniti da Giuseppe Scopelliti nell’interrogatorio sul caso Fallara a cui è stato sottoposto in qualità di ex sindaco di Reggio Calabria. Scopelliti ha anche detto che non c’era alcun rapporto diretto con la manager. Sull'edizione cartacea di oggi del Quotidiano della Calabria il verbale dell'interrogatorio del governatore con un servizio di Giuseppe Baldessarro.
Scopelliti, tra l'altro, racconta riferendosi alla Fallara: «Quando gli chiesi conto delle accuse che gli venivano rivolte, mi disse che era tutto vero e che se ne vergognava. Io le risposi: ti dovevi vergognare prima».

Il Quotidiano della Calabria - 28/02/2012.
 




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Messaggio Re: SCOPELLITI CON LA SCORTA ALLA FESTA CON I BOSS

#53  marcello77 Sab 10 Mar, 2012 16:31

Inchiesta Fallara, concluse le indagini. Coinvolto anche il presidente Scopelliti.

L’inchiesta riguarda le somme erogate all’ex dirigente dell’Ufficio finanze del Comune di Reggio. Il presidente, nella qualità di ex sindaco, è indagato per falso ideologico in atto pubblico e abuso d’ufficio.

La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha emesso l’avviso di conclusione indagini nell’ambito dell’inchiesta sulle somme erogate all’ex dirigente dell’Ufficio finanze del Comune di Reggio, Orsola Fallara, suicidatasi nel dicembre del 2010, per la sua attività di componente della Commissione tributaria. L’avviso di conclusione indagini è stato notificato all’ex sindaco di Reggio, Giuseppe Scopelliti, attuale presidente della Regione, ed ai tre componenti del Collegio dei revisori dei conti del Comune, Carmelo Stracuzzi, Domenico D’Amico e Ruggero Alessandro De Medici.
Scopelliti è indagato per falso ideologico in atto pubblico ed abuso d’ufficio per le autoliquidazioni per circa 750 mila euro che avrebbe fatto Orsola Fallara per il suo incarico in Commissione tributaria. Scopelliti era stato interrogato il 20 dicembre scorso dai magistrati della Procura di Reggio fornendo la sua versione dei fatti. "Ho chiarito la mia posizione rispetto alle vicende contestate – aveva detto Scopelliti ai giornalisti a conclusione dell’interrogatorio – evidenziando, così come è scritto dagli stessi ispettori ministeriali, il distinguo tra le competenze, che sono gestionali in capo ai dirigenti, e quelle in capo alla politica. In qualità di sindaco ho dimostrato in maniera chiara la mia estraneità alla vicenda». I tre componenti del collegio dei revisori dei conti, invece, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere.

Il Quotidiano della Calabria - 10/03/2012.
 




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Messaggio Re: SCOPELLITI CON LA SCORTA ALLA FESTA CON I BOSS

#54  marcello77 Mer 14 Mar, 2012 15:06

'Ndrangheta, nel mirino la giunta Scopelliti.

Tra le donne fermate dai Ros dei carabinieri di Reggio Calabria con l'accusa di aver favorito la latitanza del boss Domenico Condello figura anche Giuseppa Cotroneo, madre della compagna dell'assessore all'urbanistica del Comune di Reggio, Luigi Tuccio e anche suocera di Massimo Pascale, segretario particolare del presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti.

La donna, che è anche la madre di Bruna, moglie di Pasquale Condello (fratello del latitante Domenico Condello e cugino del più famoso Pasquale Condello detto "il Supremo") è accusata di aver messo a disposizione del latitante un immobile per un certo periodo di tempo. Gli inquirenti hanno rinvenuto anche un "pizzino" lasciato dal latitante alla Cotroneo a mò di ringraziamento: "Cara Commare io me ne sto andando - aveva scritto Mico Condello di suo pugno -. Mi diceva l'amico che qui ogni tanto per un paio di giorni posso venire, e io l'ho ringraziato. Lascio qui tutto quello che mi avete mandato perché se torno mi può servire. Vi ringrazio di tutto. Se avete bisogno mi fate sapere, salutate tantissimo Bruna. Vi abbraccio e se Dio vuole ci rivedremo. Ciao. Compare M...".

Questo episodio è destinato a rinfocolare le polemiche delle scorse settimane tra l'ex comandante del Ros di Reggio Calabria colonello Valerio Giardina e il Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti. Il colonnello infatti, deponendo al processo "Meta" sulle cosche del reggino, aveva sollevato dubbi e ipotizzato la vicinanza del governatore alla cosca Condello. In particolare il riferimento era alla gestione di un immobile sequestrato alla famiglia Condello e ristrutturato dal Comune di Reggio Calabria (all'epoca guidato dal sindaco Scopelliti) quando l'immobile era ancora nella disponibilità della famiglia.

http://affaritaliani.libero.it - 14 marzo 2012.
 




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#55  marcello77 Lun 16 Apr, 2012 22:34

Inchiesta Lega, Scopelliti spegne polemiche "A Casa Mafrici per vedere Reggina".

I rapporti di Giuseppe Scopelliti e Bruno Mafrici, indagato nell'inchiesta sulla Lega, "persona conosciuta da quasi tutta Reggio Calabria che lavora in uno degli studi più affermati di Milano e che spero non sia un reato o un torto salutare", si limitano "alla visione della partita di calcio Portogruaro-Reggina" un "sabato pomeriggio" in cui si trovava a Milano e "alcuni amici mi invitarono a vedere la partita a casa sua". Lo afferma in una intervista al Giornale lo stesso governatore della Calabria. Di un altro incontro che emergerebbe dalle intercettazioni, Scopelliti chiarisce che si tratta "dell'inaugurazione della segreteria di Giuseppe Sergi a Reggio Calabria, candidato come consigliere comunale. La casa di Manfrici non c'entra nulla, Si fa una gran confusione, si mischiano cose cercando di creare un teorema".

http://www.nuovacosenza.com - 15/04/2012.
 




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#56  marcello77 Mer 18 Apr, 2012 23:00

Inchiesta Comune di Reggio Calabria, chiesto rinvio a giudizio per il governatore Scopelliti.

Abuso d'ufficio e falso in atto pubblico sono le accuse rivolte al presidente della Regione dai magistrati calabresi. La vicenda riguarda i bilanci degli anni che vanno dal 2008 al 2010 dai quali, sempre secondo l'accusa, sarebbe emerso un buco di oltre 87 milioni di euro.

Il procuratore capo Ottavio Sferlazza e il sostituto procuratore del tribunale di Reggio Calabria, Francesco Tripodi, hanno chiesto oggi il rinvio a giudizio del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti per alcuni presunti episodi di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico relativi al periodo in cui era sindaco di Reggio Calabria.

La vicenda riguarda i bilanci degli anni che vanno dal 2008 al 2010 dai quali, sempre secondo l’accusa, sarebbe emerso un buco di oltre 87 milioni di euro nelle casse dell’Ente. Oltre al governatore, i pm Sferlazza e Tripodi hanno richiesto il rinvio a giudizio per i tre revisori dei conti, Domenico D’Amico, Ruggero Alessandro De Medici e Carmelo Stracuzzi, che avrebbero certificato i bilanci di quegli anni senza ravvisare alcuna anomalia.

I tre, al cospetto dei pm, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. Nelcorso dell’inchiesta era emerso il ruolo del’ex dirigente del settore Bilancio del Comune, Orsola Fallara, accusata di essersi indebitamente liquidata somme ingenti di denaro. La donna è morta poco più di un anno e mezzo fa dopo aver ingerito una dose letale di acido muriatico.

Dal centrosinistra calabrese arriva la richiesta di dimissioni per Scopelliti: ”Ci auguriamo che il presidente della Regione possa dimostrare la sua estraneità alla vicenda, ma sarebbe il caso che in attesa di chiarire il tutto si sospendesse dall’incarico”, ha detto il deputato del Pd Franco Laratta. “Ciò anche per non trascinare la Calabria in una gravissima crisi di credibilità davanti all’intero Paese”. Di parere opposto la deputata del Pdl Jole Santelli: “Un’autosospensione da parte del governatore Scopelliti a fronte di una richiesta di rinvio a giudizio non ancora vagliata da nessun giudice, equivarrebbe ad un venir meno dei doveri che il presidente della Regione ha assunto nei confronti di tutti i cittadini calabresi che lo hanno eletto”, ha dichiarato Santelli replicando a Laratta. “Abbiamo il massimo rispetto per il lavoro della magistratura – aggiunge – ma altrettanto è dovuto alle istituzioni democraticamente elette”. A Laratta replica anche l’assessore al Bilancio e Programmazione comunitaria della Regione Calabria, Giacomo Mancini. “L’onorevole Laratta – afferma – non ci sorprende più, anche perché sbeffeggia le regole elementari della democrazia. Forse, anziché guardare in casa del Pdl farebbe bene a guardare nel suo Pd, che a livello sia nazionale che calabrese, ha dimostrato di non avere titoli per impartire lezioni proprio a nessuno”.

Il Fatto Quotidiano del 18 aprile 2012.
 




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