Pagina 1 di 2
Vai a 1, 2  Successivo
 

Messaggio Berlusconi fa causa alle 10 domande

#1  frax Ven 28 Aug, 2009 10:28

Il Cavaliere contro Repubblica: "Mi diffama". Accuse alla stampa estera
Berlusconi fa causa alle 10 domande
Chiesto un milione di risarcimento


di LUCIANO NIGRO

ROMA - Nuovo attacco di Silvio Berlusconi a Repubblica. Il premier va dai giudici e chiede un risarcimento danni per un milione di euro al Gruppo L'Espresso. A suo giudizio le domande formulate il 26 giugno da Giuseppe D'Avanzo sono "diffamatorie". Per la prima volta nella storia dell'informazione italiana gli interrogativi di un giornale finiscono davanti a un tribunale civile.

La citazione in giudizio del presidente del Consiglio, firmata il 24 agosto, riguarda, oltre alle "dieci nuove domande" anche un articolo del 6 agosto dal titolo ""Berlusconi ormai ricattabile" media stranieri all'attacco: Nouvel Observateur teme infiltrazioni della mafia russa", un servizio che riportava i giudizi della stampa di tutto il mondo sul caso italiano. Invitati a comparire al Tribunale di Roma Giampiero Martinotti, autore del pezzo contestato, il direttore responsabile di Repubblica Ezio Mauro e il gruppo L'Espresso.

Al centro dell'iniziativa legale del presidente del Consiglio sono però le domande rivolte a Silvio Berlusconi, "ripetutamente pubblicate sul quotidiano La Repubblica" e "per più di sessanta giorni", come sottolineano i suoi avvocati. Si tratta, per il premier, di "domande retoriche" che "non mirano ad ottenere una risposta del destinatario, ma sono volte a insinuare nel lettore l'idea che la persona "interrogata" si rifiuti di rispondere". Domande alle quali il capo del governo non ha mai risposto, come noto. Per Berlusconi sono "palesemente diffamatorie" perché "il lettore è indotto a pensare che la proposizione formulata non sia interrogativa, bensì affermativa ed è spinto a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti".

L'esposizione del "Dr. Silvio Berlusconi, nato a Milano il 29 settembre 1936", inizia dall'articolo di Martinotti che da Parigi riporta i servizi della stampa estera dedicati al caso Berlusconi. Servizi quel giorno numerosi e scandalizzati, come sottolinea l'attacco del pezzo: ""Sesso, potere e menzogne": il titolo del Nouvel Observateur, in edicola oggi riassume alla perfezione la valanga di commenti della stampa estera sul nostro presidente del Consiglio. I giornali di tutto il mondo, di destra e di sinistra, moderati o progressisti, non sanno più come qualificare le gesta berlusconiane: si passa dalla "libidine geriatrica" (The Independent) a un capo del governo "graffiato dalla figlia" (Le Figaro), che "gli dà lezioni" (The Daily Telegraph), "gli fa la morale" (Elle) e che lo biasima con un "vergogna, papà!" (l'australiano News)".

Di quella cronaca, basata solo su citazioni testuali, è in particolare un articolo del settimanale francese Nouvel Observateur quello che ha fatto scattare la reazione di Berlusconi. L'autore Serge Raffy scrive sull'Observateur che "con lo scorrere delle rivelazioni, l'ipotesi di un'infiltrazione della mafia russa al vertice dello Stato italiano prende consistenza". E parla poi "di una registrazione che rischia di alimentare ancor più lo scandalo" che coinvolgerebbe Mara Carfagna e Mariastella Gelmini.

Secondo Berlusconi, Repubblica, "con l'espediente di riportare il contenuto del settimanale francese ha pubblicato ancora una volta - nel quadro della ben nota polemica di questi ultimi mesi - notizie non veritiere, riportando circostanze che in alcun modo corrispondono alla situazione di fatto e di diritto realmente esistente". Conclusione: "Il danno arrecato al Dr. Berlusconi è pertanto enorme" sia per il "ruolo del protagonista", sia perché la notizia è stata diffusa da "un quotidiano con ampia tiratura e diffusione e destinato ad un elevato numero di lettori". Da qui la richiesta di danni per un milione di euro oltre a una somma, da stabilire, "a titolo di riparazione".

esterne280715142808071524_bigesterne280715152808071520_big

 




____________
My Problem Child.
 
avatar
cosenza.png frax Sesso: Uomo
Amministratore
Amministratore
My Problem Child
 
Età: 36
Registrato: Aprile 2005
Residenza: Cosenza
Messaggi: 3730

Utente #: 2
  Condividi
  • Torna in cima Vai a fondo pagina
 

Messaggio Re: Berlusconi fa causa alle 10 domande

#2  frax Ven 28 Aug, 2009 10:32

Il retroscena. Il processo per "normalizzare la Rai"
Timori per un settembre nero dell'economia
"Adesso passiamo al contrattacco"
il premier avvia la campagna d'autunno


di FRANCESCO BEI

ROMA - La "svolta" risale ai primi di agosto, a una serie di riunioni avute con i suoi consiglieri tra Arcore e Roma, prima della partenza per la Sardegna. E' in quegli incontri che Silvio Berlusconi matura l'idea di un "cambio di passo" rispetto a quelli che considera nemici mortali: giornali, media stranieri, alcuni editori. "Adesso basta, siamo rimasti troppo passivi - questo l'ordine impartito dal Cavaliere - dobbiamo ribattere colpo su colpo. Speravano che gettassi la spugna, hanno provato a sfinirmi, a demotivarmi, hanno persino aggredito la mia famiglia, ma adesso inizierò a difendermi".

Una strategia d'attacco a 360 gradi a cui il premier ha pensato a lungo e che prevede un ampio spettro di azioni, sia politiche che legali, mediatiche e di propaganda. "Finora abbiamo pensato alle difese", spiega uno dei consiglieri del presidente del Consiglio, "adesso passiamo al contrattacco". I fronti sono tanti.

I ministri del Pdl, quelli di provenienza forzista per intenderci, hanno ricevuto il "consiglio" di disertare gli inviti alle feste del Pd, perché "non si parla con il nemico mentre ti sta sparando addosso". Mara Carfagna e Franco Frattini si sono subito adeguati. C'è poi la trincea più importante, quella dell'informazione. Anzitutto quella della Rai, dove le redazioni sono state affidate a direttori che hanno garantito di non dare conto della vita privata del presidente del Consiglio. Resta solo il fortino di Raitre e la riserva di Michele Santoro su Raidue, ma anche su questo fronte qualche discreta pressione l'azienda la sta già esercitando, se è vero che i giornalisti di Annozero non hanno visto ancora i loro contratti. E anche la presenza di Marco Travaglio in trasmissione sarebbe in discussione.

L'accerchiamento del nemico passa quindi per Raitre, con il tentativo di ridimensionare quei programmi affidati a conduttori non allineati - come Milena Gabanelli, Fabio Fazio, Serena Dandini - facendo fuori l'attuale direttore Paolo Ruffini. C'è poi il versante della stampa amica, il Giornale anzitutto, che da quando ha cambiato direttore ha dato il via a una pesante campagna di attacchi personali.

Ribattere "colpo su colpo", contrattaccare. Tanto più che per l'autunno, nonostante le caute parole di ottimismo del governatore Draghi sui segnali di ripresa, nel governo i più avveduti temono il peggio. "Siamo tutti preoccupati - confessa un ministro - perché la crisi raggiungerà il suo acme proprio a settembre". E gli effetti si scaricheranno anzitutto sulle piccole imprese del Nord, bacino elettorale del Pdl e della Lega. I report sul tavolo dei ministri descrivono scenari da incubo, prevedono che centinaia di imprese sotto i 15 dipendenti non riapriranno dopo le ferie, mandando sul lastrico famiglie intere. Per questo il controllo dell'informazione è vitale, senza contare le vicende private del premier.

C'è il versante legale, affidato al consigliere-avvocato Niccolò Ghedini. La citazione in giudizio di Repubblica per le dieci domande a Berlusconi è solo l'antipasto. Senza contare che ieri anche le anticipazioni del nuovo libro di Maria Latella su Veronica e Berlusconi sono stato bollate da Ghedini come "totalmente inveritiere". Con l'allegata "diffida" a chiunque a pubblicarne stralci. A Repubblica Ghedini conferma il cambio di passo: "Fino ad oggi non abbiamo esperito alcun tipo di azione e il presidente Berlusconi ha preferito finora soprassedere. Ma c'è stato un tale stratificarsi di articoli scollegati da fatti reali, offensivi e gravemente lesivi dell'onore del presidente del Consiglio che io stesso alla fine gli ho consigliato di procedere. Si è passato il segno".

Per ridare smalto alla sua immagine all'estero, dove i media hanno avuto meno riguardi nei suoi confronti, Berlusconi prima dell'estate ha persino consultato dei professionisti della comunicazione. Alla fine è passata l'idea di utilizzare le strutture che già ci sono, le ambasciate e gli Istituti di cultura. Formalmente si parlerà di raddrizzare l'immagine del Paese, sfregiato dalla "munnezza" per le strade e dai liquami nella Grotta azzurra. In realtà ad essere rilanciata sarà l'immagine del governo italiano e soprattutto quella del suo leader.
 




____________
My Problem Child.
 
avatar
cosenza.png frax Sesso: Uomo
Amministratore
Amministratore
My Problem Child
 
Età: 36
Registrato: Aprile 2005
Residenza: Cosenza
Messaggi: 3730

Utente #: 2
  Condividi
  • Torna in cima Vai a fondo pagina
 

Messaggio Re: Berlusconi fa causa alle 10 domande

#3  frax Ven 28 Aug, 2009 10:33

EDITORIALE
Insabbiare

di EZIO MAURO

Non potendo rispondere, se non con la menzogna, Silvio Berlusconi ha deciso di portare in tribunale le dieci domande di Repubblica, per chiedere ai giudici di fermarle, in modo che non sia più possibile chiedergli conto di vicende che non ha mai saputo chiarire: insabbiando così - almeno in Italia - la pubblica vergogna di comportamenti privati che sono al centro di uno scandalo internazionale e lo perseguitano politicamente.

E' la prima volta, nella memoria di un Paese libero, che un uomo politico fa causa alle domande che gli vengono rivolte. Ed è la misura delle difficoltà e delle paure che popolano l'estate dell'uomo più potente d'Italia. La questione è semplice: poiché è incapace di dire la verità sul "ciarpame politico" che ha creato con le sue stesse mani e che da mesi lo circonda, il Capo del governo chiede alla magistratura di bloccare l'accertamento della verità, impedendo la libera attività giornalistica d'inchiesta, che ha prodotto quelle domande senza risposta.

In questa svolta c'è l'insofferenza per ogni controllo, per qualsiasi critica, per qualunque spazio giornalistico d'indagine che sfugga al dominio proprietario o all'intimidazione di un potere che si concepisce come assoluto, e inattaccabile. Berlusconi, nel suo atto giudiziario contro Repubblica vuole infatti colpire e impedire anche la citazione in Italia delle inchieste dei giornali stranieri, in modo che il Paese resti all'oscuro e sotto controllo. Ognuno vede quanto sia debole un potere che ha paura delle domande, e pensa che basti tenere al buio i concittadini per farla franca.

Tutto questo - la richiesta agli imprenditori di non fare pubblicità sul nostro giornale, l'accusa di eversione, l'attacco ai "delinquenti", la causa alle domande - da parte di un premier che è anche editore, e che usa ogni mezzo contro la libertà di stampa, nel silenzio generale. Altro che calunnie: ormai, dovrebbe essere l'Italia a sentirsi vilipesa dai comportamenti di quest'uomo.
 




____________
My Problem Child.
 
avatar
cosenza.png frax Sesso: Uomo
Amministratore
Amministratore
My Problem Child
 
Età: 36
Registrato: Aprile 2005
Residenza: Cosenza
Messaggi: 3730

Utente #: 2
  Condividi
  • Torna in cima Vai a fondo pagina
 

Messaggio Re: Berlusconi fa causa alle 10 domande

#4  frax Ven 28 Aug, 2009 10:35

L'ANALISI
La menzogna come potere

di GIUSEPPE D'AVANZO

Avanzare delle domande a un uomo politico nell'Italia meravigliosa di Silvio Berlusconi è già un'offesa che esige un castigo?

L'Egoarca ritiene che sollecitare delle risposte dinanzi alle incoerenze delle dichiarazioni pubbliche del capo del governo sia diffamatorio e vada punito e che quelle domande debbano essere cancellate d'imperio per mano di un giudice e debba essere interdetto al giornale di riproporle all'opinione pubblica. E' interessante leggere, nell'atto di citazione firmato da Silvio Berlusconi, perché le dieci domande che Repubblica propone al presidente del Consiglio sono "retoriche, insinuanti, diffamatorie".

Sono retoriche, sostiene Berlusconi, perché "non mirano a ottenere una risposta dal destinatario, ma sono volte a insinuare l'idea che la persona "interrogata" si rifiuti di rispondere". Sono diffamatorie perché attribuiscono "comportamenti incresciosi, mai tenuti" e inducono il lettore "a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti". Peraltro, "è sufficiente porre mente alle dichiarazioni già rese in pubblico dalle persone interessate, per riconoscerne la falsità, l'offensività e il carattere diffamatorio di quelle domande che proprio "domande" non sono".

Come fin dal primo giorno di questo caso squisitamente politico, una volta di più, Berlusconi ci dimostra quanto, nel dispositivo del suo sistema politico, la menzogna abbia un primato assoluto e come già abbiamo avuto modo di dire, una sua funzione specifica. Distruttiva, punitiva e creatrice allo stesso tempo. Distruttiva della trama stessa della realtà; punitiva della reputazione di chi non occulta i "duri fatti"; creatrice di una narrazione fantastica che nega eventi, parole e luoghi per sostituirli con una scena di cartapesta popolata di nemici e immaginari complotti politici.

Non c'è, infatti, nessuna delle dieci domande che non nasca dentro un fatto e non c'è nessun fatto che nasca al di fuori di testimonianze dirette, di circostanze accertate e mai smentite, dei racconti contraddittori di Berlusconi.

E' utile ora mettersi sotto gli occhi queste benedette domande. Le prime due affiorano dai festeggiamenti di una ragazza di Napoli, Noemi, che diventa maggiorenne. E' Veronica Lario ad accusare Berlusconi di "frequentare minorenni". E' Berlusconi che decide di andare in tv a smentire di frequentare minorenni. Nel farlo, in pubblico, l'Egoarca giura di aver incontrato la minorenne "soltanto tre o quattro volte alla presenza dei genitori". Questi sono fatti. Come è un fatto che le parole di Berlusconi sono demolite da circostanze, svelate da Repubblica, che il capo del governo o non può smentire o deve ammettere: non conosceva i genitori della minorenne (le ha telefonato per la prima volta nell'autunno del 2008 guardandone un portfolio); l'ha incontrata da sola per lo meno in due occasioni (una cena offerta dal governo e nelle vacanze del Capodanno 2009).

La terza domanda chiede conto al presidente del Consiglio delle promesse di candidature offerte a ragazze che lo chiamano "papi". La circostanza è indiscutibile, riferita da più testimoni e direttamente dalla stessa minorenne di Napoli. La quarta, la quinta, la sesta e settima domanda ruotano intorno agli incontri del capo del governo con prostitute che potrebbero averlo reso vulnerabile fino a compromettere gli affari di Stato. La vita disordinata di Berlusconi è diventata ormai "storia nota", ammessa a collo torto dallo stesso capo del governo e in palese contraddizione con le sue politiche pubbliche (marcia nel Family day, vuole punire con il carcere i clienti delle prostitute). La sua ricattabilità - un fatto - è dimostrata dai documenti sonori e visivi che le ospiti retribuite di Palazzo Grazioli hanno raccolto finanche nella camera da letto del Presidente del Consiglio.

L'ottava domanda è politica: può un uomo con queste abitudini volere la presidenza della Repubblica? Chi non glielo chiederebbe? La nona nasce, ancora una volta, dalle parole di Berlusconi. E' Berlusconi che annuncia in pubblico "un progetto eversivo" di questo giornale. E' un fatto. E' lecito che il giornale chieda al presidente del Consiglio se intenda muovere le burocrazie della sicurezza, spioni e tutte quelle pratiche che seguono (intercettazioni su tutto). Non è minacciato l'interesse nazionale, non si vuole scalzarlo dal governo e manipolare la "sovranità popolare"? In questo lucidissimo delirio paranoico, Berlusconi potrebbe aver deciso, forse ha deciso, di usare la mano forte contro giornalisti, magistrati e testimoni. Che ne dia conto. Grazie.

La decima domanda infine (e ancora una volta) non ha nulla di retorico né di insinuante. E' Veronica Lario che svela di essersi rivolta agli amici più cari del marito per invocare un aiuto per chi, come Berlusconi, "non sta bene". E' un fatto. Come è un fatto che, oggi, nel cerchio stretto del capo del governo, sono disposti ad ammettere che è la satiriasi, la sexual addiction a rendere instabile Berlusconi.

Questa la realtà dei fatti, questi i comportamenti tenuti, queste le domande che chiedono ancora oggi - anzi, oggi con maggiore urgenza di ieri - una risposta. Dieci risposte chiare, per favore. E' un diritto chiederle per un giornale, è un dovere per un uomo di governo offrirle perché l'interesse pubblico dell'affare è evidente.

Si discute della qualità dello spazio democratico e la citazione di Berlusconi ne è una conferma. E dunque, anche a costo di ripetersi, tutta la faccenda gira intorno a un solo problema: fino a che punto il premier può ingannare l'opinione pubblica mentendo, in questo caso, sulle candidature delle "veline", sulla sua amicizia con una minorenne e tacendo lo stato delle sue condizioni psicofisiche? Non è sempre una minaccia per la res publica la menzogna? La menzogna di chi governa non va bandita incondizionatamente dal discorso pubblico se si vuole salvaguardare il vincolo tra governati e governanti? Con la sua richiesta all'ordine giudiziario di impedire la pubblicazione di domande alle quali non può rispondere, abbiamo una rumorosa conferma di un'opinione che già s'era affacciata in questi mesi: Berlusconi vuole insegnarci che, al di fuori della sua verità, non ce ne può essere un'altra. Vuole ricordarci che la memoria individuale e collettiva è a suo appannaggio, una sua proprietà, manipolabile a piacere. La sua ultima mossa conferma un uso della menzogna come la funzione distruttiva di un potere che elimina l'irruzione del reale e nasconde i fatti, questa volta anche per decisione giudiziaria. La mordacchia (come chiamarla?) che Berlusconi chiede al magistrato di imporre mostra il nuovo volto, finora occultato dal sorriso, di un potere spietato. E' il paradigma di una macchina politica che intimorisce. E' la tecnica di una politica che rende flessibili le qualifiche "vero", "falso" nel virtuale politico e televisivo che Berlusconi domina. E' una strategia che vuole ridurre i fatti a trascurabili opinioni lasciando campo libero a una menzogna deliberata che soffoca la realtà e quando c'è chi non è disposto ad accettare né ad abituarsi a quella menzogna invoca il potere punitivo dello Stato per impedire anche il dubbio, anche una domanda. Come è chiaro ormai da mesi, quest'affare ci interroga tutti. Siamo disposti a ridurre la complessità del reale a dato manipolabile, e quindi superfluo. Possiamo o è già vietato, chiederci quale funzione specifica e drammatica abbia la menzogna nell'epoca dell'immagine, della Finktionpolitik? Sono i "falsi indiscutibili" di Berlusconi a rendere rassegnata l'opinione pubblica italiana o il "carnevale permanente" l'ha già uccisa? Di questo discutiamo, di questo ancora discuteremo, quale che sia la decisione di un giudice, quale che sia il silenzio di un'informazione conformista. La questione è in fondo questa: l'opinione pubblica può fare delle domande al potere?
 




____________
My Problem Child.
 
avatar
cosenza.png frax Sesso: Uomo
Amministratore
Amministratore
My Problem Child
 
Età: 36
Registrato: Aprile 2005
Residenza: Cosenza
Messaggi: 3730

Utente #: 2
  Condividi
  • Torna in cima Vai a fondo pagina
 

Messaggio Re: Berlusconi fa causa alle 10 domande

#5  frax Ven 28 Aug, 2009 10:35

L'ANALISI
La perdonanza mediatica

di VITO MANCUSO

Nella Chiesa antica la penitenza era una cosa seria. Riguardava peccati come l'omicidio, l'apostasia, l'adulterio e veniva amministrata in forma pubblica.

Dopo che il peccatore era stato escluso dalla comunità liturgica per un congruo periodo di tempo e aveva confessato al vescovo il proprio peccato. Il perdono liturgico si poteva ottenere solo una volta nella vita, e se poi si peccava di nuovo non c'era più possibilità di essere riammessi a pieno titolo nella comunità cristiana. All'inizio del medioevo la penitenza divenne reiterabile, ma non per questo perse di rigore: i confessori (ruolo che prese a essere esercitato anche dai semplici sacerdoti) avevano a disposizione appositi libri, i cosiddetti "penitenziali", dove a determinati peccati si facevano corrispondere determinate pene secondo un tariffario oggettivo per evitare favoritismi e disposizioni "ad personam", possibili anche a quei tempi. Per esempio il penitenziaro di Burcardo di Worms, databile intorno all'anno Mille, stabiliva che per un omicidio ci fossero 40 giorni consecutivi di digiuno a pane e acqua e poi 7 anni costellati da privazioni di ogni sorta, soprattutto astinenze sessuali; per un giuramento falso, sempre i canonici 40 giorni di digiuno da estendere poi a tutti i venerdì della vita; per un adulterio "penitenza a pane e acqua per due quaresime e per 14 anni consecutivi". E' importante notare che nel primo millennio l'assoluzione dei peccati veniva concessa solo dopo aver compiuto le opere penitenziali.

Con l'estendersi della mondanizzazione della Chiesa la procedura legata alla penitenza si fece più flessibile: l'assoluzione venne concessa subito dopo l'accusa a voce dei peccati da parte del penitente e a prescindere dall'esecuzione della penitenza assegnata, per soddisfare la quale, peraltro, nacque presto la pratica delle indulgenze. E' noto che fu proprio il persistente abuso della vendita delle indulgenze a costituire la causa della ribellione di Martin Lutero e la successiva divisione della Chiesa.

Nonostante ciò anche la perdonanza celestiniana del 1294 era, ed è, una cosa molto seria. Nella bolla d'indizione papa Celestino V fa ampio riferimento a Giovanni Battista, in particolare al suo martirio, visto che la perdonanza ricorre proprio il 29 agosto, giorno della celebrazione liturgica della decapitazione dell'ultimo grande profeta biblico. E' noto infatti che Giovanni Battista finì in galera e poi venne decapitato per la sua severità morale, in particolare per aver richiamato il re Erode al rispetto della morale matrimoniale, infranta pubblicamente dal sovrano che conviveva illecitamente con la moglie del fratello Filippo, Erodiade, "donna impudica", come la definisce papa Celestino V nella bolla. E' a tutti evidente che Giovanni Battista, seguendo lo stile degli altri profeti biblici, non aveva ancora sviluppato la sottile arte della diplomazia ecclesiastica, capace di distinguere tra vita privata e ruolo istituzionale dell'uomo politico, e così utile a navigare tra le tempeste del mondo senza perdere (fisicamente) la testa. Nella sua ingenuità il Battista riteneva che per un uomo politico non fosse ipotizzabile nessuna distinzione tra vita privata e ruolo istituzionale: era così inesperto di come va il mondo da essere addirittura convinto che se un uomo non è in grado di governare bene e con equità la propria famiglia, meno che mai potrebbe governare bene e con equità la propria nazione. Evidente che era un primitivo, ben al di sotto delle sottili distinzioni che si teorizzano in questi giorni al Meeting di Rimini e che consentono al segretario di Stato del Vaticano di cenare serenamente con l'attuale capo del governo italiano elevandosi mille miglia più in alto rispetto alla rozzezza del Battista con quel suo modo irrituale di sindacare sulla vita sentimentale del leader del suo tempo.

Ma se era seria la penitenza antica ed era seria la Perdonanza di papa Celestino, ancor più serio, terribilmente drammatico, è lo sfondo su cui tutto questo oggi si ripresenta, cioè il terremoto del 6 aprile coi suoi 308 morti, 1500 feriti e le decine di migliaia di sfollati. Nella celebrazione della perdonanza celestiniana di quest'anno all'Aquila si intrecciano quindi tre realtà che meritano rispetto incondizionato da parte di ogni coscienza adeguatamente formata, tanto più se cattolica visto il patrimonio spirituale che è in gioco. Sarebbe stato quindi auspicabile che la gerarchia ecclesiastica non avesse consentito di sfruttare un evento del genere per speculazioni politiche, concedendo visibilità e "perdonanza mediatica" a chi, accusato di aver avuto a che fare con un buon numero di Erodiadi, non ha mai accettato di rispondere pubblicamente e analiticamente alle precise domande in merito, come invece il suo ruolo istituzionale gli impone. E' chiaro a tutti infatti che all'homo politicus, a ogni homo politicus, non interessano le indulgenze ecclesiastiche, neppure quelle plenarie (le quali peraltro si possono ottenere in ognuna della nostre chiese con relativa facilità, rivolgersi al proprio parroco per sapere come).

All'homo politicus interessa solo la sua riserva di caccia, l'elettorato, e sa bene che la vera indulgenza al riguardo non la si ottiene confessandosi e comunicandosi e facendo tutte le altre pratiche devote prescritte da papa Celestino otto secoli fa, ma semplicemente apparendo in tv accanto al potente porporato sorridente e benevolente. E' questa l'indulgenza che il capo del governo, abilissimo homo politicus, cerca, ed è questa l'indulgenza che il segretario di Stato Vaticano gli concederà, con buona pace della testa di san Giovanni Battista, di Celestino V e della sua Perdonanza.

Non posso concludere però senza chiedermi se questo spensierato teatro di potenti che si legittimano a vicenda non abbia qualcosa a che fare con quel nichilismo a proposito del quale Benedetto XVI ha avuto di recente parole di pesantissima condanna. Il fatto che la gerarchia della Chiesa cattolica teoreticamente condanni il nichilismo e poi praticamente lo alimenti, si può spiegare solo con una sete infinita di potere, la quale non giace nelle coscienze dei singoli prelati ma è intrinsecamente connaturata alla struttura di cui essi sono al servizio. La cosa è tanto più drammatica perché forse mai come ora gli uomini sentono il bisogno di apprendere l'arte del perdono e della riconciliazione.
 




____________
My Problem Child.
 
avatar
cosenza.png frax Sesso: Uomo
Amministratore
Amministratore
My Problem Child
 
Età: 36
Registrato: Aprile 2005
Residenza: Cosenza
Messaggi: 3730

Utente #: 2
  Condividi
  • Torna in cima Vai a fondo pagina
 

Messaggio Re: Berlusconi fa causa alle 10 domande

#6  frax Ven 28 Aug, 2009 10:37

Le dieci domande

quesiti-ok2

 




____________
My Problem Child.
 
avatar
cosenza.png frax Sesso: Uomo
Amministratore
Amministratore
My Problem Child
 
Età: 36
Registrato: Aprile 2005
Residenza: Cosenza
Messaggi: 3730

Utente #: 2
  Condividi
  • Torna in cima Vai a fondo pagina
 

Messaggio Re: Berlusconi Fa Causa Alle 10 Domande

#7  jugale Ven 28 Aug, 2009 10:51

in un paese normale un politico che non vuole rispondere alle domande di un giornale usa l'arma più semplice che ha a disposizione, e cioè il silenzio. nella nostra bella democrazia invece cosa succede? il politico in questione si presenta da un giudice, e già questo per lui è cosa del tutto inusuale, e pretende così che venga impedito ad un giornale non tanto di fare informazione ma semplicemente di chiedere, fare domande. questa è l'anticamera della dittatura, andrebbe preso a calci in culo lui e tutti gli italiani che l'hanno votato.
10 domande, un milione di euro...in tribunale chi c'ha mandato? Ghedini o Jerry Scotti?
 




____________
personalmente mi considero la minoranza di uno
 
avatar
cuba.png jugale Sesso: Uomo
Kantina
Kantina
 
Età: 37
Registrato: Aprile 2005
Messaggi: 1070

Utente #: 122
  Condividi
  • Torna in cima Vai a fondo pagina
 

Messaggio Re: Berlusconi Fa Causa Alle 10 Domande

#8  Scut77 Ven 28 Aug, 2009 10:51

La stampa estera è l'unica che ancora non è riuscito a manipolare per bene,
e guarda caso all'estero lo considerano meno di ZERO
 




____________
"Noi ricchi patrizi, perchè da sempre nobile stirpe.
Voi poveri plebei perchè da sempre classe popolare"


2zqha2t
 
avatar
chile.png Scut77 Sesso: Uomo
Super Wolf
Super Wolf
 
Cartellini gialli: 2 Cartellini gialli: 2 
Età: 34
Registrato: Ottobre 2005
Residenza: Cosenza
Messaggi: 11902

Utente #: 642
  Condividi
  • Torna in cima Vai a fondo pagina
 

Messaggio Re: Berlusconi fa causa alle 10 domande

#9  frax Ven 28 Aug, 2009 10:58


Link

Link



Link

Link



Link

Link

 




____________
My Problem Child.
 
avatar
cosenza.png frax Sesso: Uomo
Amministratore
Amministratore
My Problem Child
 
Età: 36
Registrato: Aprile 2005
Residenza: Cosenza
Messaggi: 3730

Utente #: 2
  Condividi
  • Torna in cima Vai a fondo pagina
 

Messaggio Re: Berlusconi Fa Causa Alle 10 Domande

#10  sorDario Ven 28 Aug, 2009 11:02

    

confalonieri! portiamo in tribunle queste domande che mi stanno davvero infastidendo cribbio!!

     

mamma mia, simu popu democraticamente alla soglia dell'autoritarismo più becero... e scommetto che molti italiani non aspetterebbero altro...  
 




____________
TRANQUILLO E' MUARTU, FIDATI E' IN COMA IRREVERSIBILE
http://www.myspace.com/kantina87
 
avatar
vatican.png sorDario Sesso: Uomo
Moderatore
Moderatore
 
Cartellini gialli: 1 
Età: 35
Registrato: Aprile 2005
Residenza: un pianerottolese a milano
Messaggi: 7608

Utente #: 49
  Condividi
  • Torna in cima Vai a fondo pagina
 

Messaggio Re: Berlusconi fa causa alle 10 domande

#11  frax Ven 28 Aug, 2009 11:03

Anche da Mediaset no allo spot del film che racconta l'ascesa delle tv di Berlusconi
La tv di Stato esigeva un contraddittorio per rispettare il pluralismo
La Rai rifiuta il trailer di Videocracy
"E' un film che critica il governo"


di MARIA PIA FUSCO

ROMA - Nelle televisioni italiane è vietato parlare di tv, vietato dire che c'è una connessione tra il capo del governo e quello che si vede sul piccolo schermo. La Rai ha rifiutato il trailer di Videocracy il film di Erik Gandini che ricostruisce i trent'anni di crescita dei canali Mediaset e del nostro sistema televisivo.

"Come sempre abbiamo mandato i trailer all'AnicaAgis che gestisce gli spazi che la Rai dedica alla promozione del cinema. La risposta è stata che la Rai non avrebbe mai trasmesso i nostri spot perché secondo loro, parrà surreale, si tratta di un messaggio politico, non di un film", dice Domenico Procacci della Fandango che distribuisce il film. Netto rifiuto anche da parte di Mediaset, in questo caso con una comunicazione verbale da Publitalia. "Ci hanno detto che secondo loro film e trailer sono un attacco al sistema tv commerciale, quindi non ritenevano opportuno mandarlo in onda proprio sulle reti Mediaset".

A lasciare perplessi i distributori di Fandango e il regista sono infatti proprio le motivazioni della Rai. Con una lettera in stile legal-burocratese, la tv di Stato spiega che, anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto.

"Una delle motivazioni che mi ha colpito di più è quella in cui si dice che lo spot veicola un "inequivocabile messaggio politico di critica al governo" perché proietta alcune scritte con i dati che riguardano il paese alternate ad immagini di Berlusconi", prosegue Procacci "ma quei dati sono statistiche ufficiali, che sò "l'Italia è al 67mo posto nelle pari opportunità"".

A preoccupare la Rai sembra essere questo dato mostrato nel film: "L'80% degli italiani utilizza la tv come principale fonte di informazione". Dice la lettera di censura dello spot: "Attraverso il collegamento tra la titolarità del capo del governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata", non solo viene riproposta la questione del conflitto di interessi, ma, guarda caso, si potrebbe pensare che "attraverso la tv il governo potrebbe orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandole a proprio favore ed assicurandosene il consenso". "Mi pare chiaro che in Rai Videocracy è visto come un attacco a Berlusconi. In realtà è il racconto di come il nostro paese sia cambiato in questi ultimi trent'anni e del ruolo delle tv commerciali nel cambiamento. Quello che Nanni Moretti definisce "la creazione di un sistema di disvalori"".

Le riprese del film, se pure Villa Certosa si vede, è stato completato prima dei casi "Noemi o D'Addario" e non c'è un collegamento con l'attualità. Ma per assurdo, sottolinea Procacci, il collegamento lo trova la Rai. Nella lettera di rifiuto si scrive che dato il proprietario delle reti e alcuni dei programmi "caratterizzati da immagini di donne prive di abiti e dal contenuto latamente voyeuristico delle medesime si determina un inequivocabile richiamo alle problematiche attualmente all'ordine del giorno riguardo alle attitudini morali dello stesso e al suo rapporto con il sesso femminile formulando illazioni sul fatto che tali caratteristiche personali sarebbero emerse già in passato nel corso dell'attività di imprenditore televisivo".

"Siamo in uno di quei casi in cui si è più realisti del re - dice Procacci - Ci sono stati film assai più duri nei confronti di Berlusconi come "Viva Zapatero" o a "Il caimano", che però hanno avuto i loro spot sulle reti Rai. E il governo era dello stesso segno di oggi. Penso che se questo film è ritenuto così esplosivo vuol dire che davvero l'Italia è cambiata".


Link

Link

 




____________
My Problem Child.
 
avatar
cosenza.png frax Sesso: Uomo
Amministratore
Amministratore
My Problem Child
 
Età: 36
Registrato: Aprile 2005
Residenza: Cosenza
Messaggi: 3730

Utente #: 2
  Condividi
  • Torna in cima Vai a fondo pagina
 

Messaggio Re: Berlusconi Fa Causa Alle 10 Domande

#12  giosal Ven 28 Aug, 2009 11:05

ma l'Espresso non è suo?si fa causa da solo?  
 




____________
Practicse makes perfect.
 
avatar
cosenza.png giosal Sesso: Uomo
Corsari Sciuddrati
Corsari Sciuddrati
 
Cartellini gialli: 2 Cartellini gialli: 2 
Età: 25
Registrato: Settembre 2005
Messaggi: 2393

Utente #: 585
  Condividi
  • Torna in cima Vai a fondo pagina
 

Messaggio Re: Berlusconi Fa Causa Alle 10 Domande

#13  jugale Ven 28 Aug, 2009 11:06

giosal ha scritto: 
ma l'Espresso non è suo?si fa causa da solo?  


non è suo, ma sù vint'anni ca ci prova a su piglià
 




____________
personalmente mi considero la minoranza di uno
 
avatar
cuba.png jugale Sesso: Uomo
Kantina
Kantina
 
Età: 37
Registrato: Aprile 2005
Messaggi: 1070

Utente #: 122
  Condividi
  • Torna in cima Vai a fondo pagina
 

Messaggio Re: Berlusconi Fa Causa Alle 10 Domande

#14  sorDario Ven 28 Aug, 2009 11:06

giosal ha scritto: 
ma l'Espresso non è suo?si fa causa da solo?  


no chiru è panorama  
 




____________
TRANQUILLO E' MUARTU, FIDATI E' IN COMA IRREVERSIBILE
http://www.myspace.com/kantina87
 
avatar
vatican.png sorDario Sesso: Uomo
Moderatore
Moderatore
 
Cartellini gialli: 1 
Età: 35
Registrato: Aprile 2005
Residenza: un pianerottolese a milano
Messaggi: 7608

Utente #: 49
  Condividi
  • Torna in cima Vai a fondo pagina
 

Messaggio Re: Berlusconi Fa Causa Alle 10 Domande

#15  frax Ven 28 Aug, 2009 11:06

giosal ha scritto: 
ma l'Espresso non è suo?si fa causa da solo?  


Panorama è suo (se intendi l'espresso come giornale non come gruppo editoriale)
Il presidente del gruppo Espesso è De Benedetti.
 




____________
My Problem Child.
 
avatar
cosenza.png frax Sesso: Uomo
Amministratore
Amministratore
My Problem Child
 
Età: 36
Registrato: Aprile 2005
Residenza: Cosenza
Messaggi: 3730

Utente #: 2
  Condividi
  • Torna in cima Vai a fondo pagina
 


NascondiQuesto argomento è stato utile?
Condividi Argomento
Segnala via email Facebook Twitter Windows Live Favorites MySpace del.icio.us Digg SlashDot google.com LinkedIn StumbleUpon Blogmarks Diigo reddit.com Blinklist co.mments.com
technorati.com DIGG ITA linkagogo.com meneame.net netscape.com newsvine.com yahoo.com spurl.net Fai Informazione Ok Notizie Segnalo Bookmark IT fark.com feedmelinks.com
Inserisci un link per questo argomento
URL
BBCode
HTML

Pagina 1 di 2
Vai a 1, 2  Successivo



Online in questo argomento: 0 Registrati, 0 Nascosti e 1 Ospite
Utenti Registrati: Nessuno