PasqualeLaurenzano ha scritto:
il problema comuque dalle nostre parti è che il lavoro ce lo vogliamo scegliere... lo scorso anno cercavo un ragazzo per il mio negozio, ne sono venuti diversi, la prima cosa che mi chiedevano? quanto mi dai?
Ragionano così i ragazzi alle "prime armi" in cerca di qualche euro per spenderlo in qualche "chiurito".
Ognuno di noi cerca di scegliere un lavoro in base alle proprie "doti" qualitative. Spesso non ci riesce e si "accontenta" di quello che trova.
Penso che ormai il livello culturale di circa 15/20 anni fa sia salito. Quasi tutti i ragazzi hanno minimo un diploma e la maggior parte una laurea.
E' ovvio che un laureato dopo anni di studio cerca un posto inerente le sue capacità.
Il problema base, penso, è che un laureato o un diplomato ultimati gli studi si ritrova nel maggior parte dei casi in mezzo ad una via e deve andare DA SOLO in cerca di un lavoro inerente agli studi attuati.
Solo in pochi casi l'istituto stesso ti propone giù un lavoro terminati gli studi.
In pratica un ragazzo laureato difficilmente andrà a lavorare nei campi o fare lavori edili manuali, perché il ragionamento lo porta a dire "tiagnu na laurea vaiu fazzu u muraturi?"
Il problema è alla base dell'organizzazione della nostra società.
Non trovo di certo io una soluzione ma penso che incentivare lavori come quelli appena citati che ormai un ragazzo si rifiuta di fare porterebbe ad una crescita sia lavorativa che benefica per il paese... po essa.
A questo punto migliai di aziende sono costrette ad assumere gente extracomunitaria per far fare questi lavori ormai poco incentivati (che poi gli incentivi ci sono).
E oggi un extracomunitario lo devi anche assumere e pagare quanto un cittadiano italiano (ed è anche giusto).